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TIRA E MOLLA 8 Luglio Lug 2014 1243 08 luglio 2014

Riforme, il Pd annuncia un nuovo incontro con il M5s

Guerini: «Ci rivediamo prima del 18 luglio».

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Il leader del M5s Beppe Grillo e, sullo sfondo, il premier Matteo Renzi. © ImagoEconomica

Alla fine la schiarita è arrivata.
Dopo l'ultimatum del Partito democratico, l'incontro saltato e lo sfogo di Beppe Grillo (che aveva definito i dem «sbruffoni della democrazia» e messo in guardia dal rischio di una «dittatura» targata Matteo Renzi, «un ebetone pericolosissimo»), le due parti si sono riavvicinate.
IL PRESSING DEL MOVIMENTO 5 STELLE. Nella serata del 7 luglio, il Movimento 5 stelle ha pubblicato per iscritto, come richiesto dal Nazareno, i feedback - tutti positivi - alle 10 proposte del Pd su legge elettorale e riforme. Poi il pressing via Twitter: «Abbiamo risposto ufficialmente (per la seconda volta). Ora battono un colpo. Non ci sono più alibi», ha scritto il vicepresidente grillino della Camera, Luigi Di Maio sul social network. Infine la (ri)apertura dei dem, incalzati dal monito di Giorgio Napolitano: «Basta rinvii», ha tuonato il Capo dello Stato.

UN NUOVO INCONTRO PRIMA DEL 18 LUGLIO. La mattina dell'8 luglio è stato il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini, a riportare il sereno: «Abbiamo finalmente ottenuto le risposte alle domande che avevamo posto. Adesso manderemo una lettera punto per punto. Poi faremo un incontro la prossima settimana».
Il nuovo confronto sulle riforme tra Pd e Movimento 5 stelle, dopo quello trasmesso in streaming il 25 giugno, dovrebbe avere luogo - salvo nuovi colpi di scena - tra il 14 e il 18 luglio.
TONINELLI: «NESSUN CONTRASTO GRILLO-DI MAIO». Il clima, comunque, si preannuncia carico di tensione. Danilo Toninelli, esponente di punta sul tema delle riforme del Movimento 5 stelle, ha dichiarato: «Siamo stati molto delusi dal comportamento della dirigenza del Partito democratico».
Poi ha smentito qualsiasi tipo di contrasto all'interno del M5s, in particolare tra Grillo e Di Maio, sulla gestione della vicenda: «Non c'è contraddizione tra le nostre proposte in conferenza stampa e le posizioni di Beppe», ha detto. «Quando abbiamo capito cosa stava montando intorno, Grillo per primo si è sentito in dovere di fare una rettifica per confermare la linea da noi tenuta. Il nostro è stato un percorso condiviso da tutti».

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