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DOPO LE DIMISSIONI 9 Luglio Lug 2014 1745 09 luglio 2014

Emilia-Romagna post Errani, grandi manovre per le elezioni

Pd tra Delrio, Bonaccini e Richett. Incognite sul del post-terremoto.

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Vasco Errani.

La bomba Errani accelera la corsa alla successione per la presidenza dell'Emilia Romagna. Le dimissioni del governatore in seguito alla condanna per falso ideologico nell'ambito della vicenda Terremerse.
Hanno fatto saltare le strategie e rimesso in discussione le alleanze politiche accorciando i tempi del cambiamento dalla naturale scadenza del mandato e le nuove elezioni inizialmente in agenda in marzo.
PD COL DUBBIO PRIMARIE. Il Pd dell'Emilia-Romagna ha vissuto una giornata surreale: per capire innanzitutto le intenzioni di Errani (più che mai risoluto a confermare le dimissioni) quando si vota e come scegliere il candidato alla sua successione. Si sfogliano agende, si tracciano cerchietti rossi sul calendario, si contano e si ricontano i giorni. Si cerca soprattutto di capire quali segnali arriveranno da Palazzo Chigi: se, cioè, Matteo Renzi (che ha in programma di ascoltare con grande attenzione il parere dello stesso Errani) ha intenzione di impartire, ad uno dei 4-5 nomi che girano, una benedizione che potrebbe anche rendere superflue le primarie.
TEMPI STRETTI CON LE ELEZIONI IL 9 NOVEMRE. Quel che è certo è che se l'ipotesi di voto del 9 novembre venisse confermata, il centrosinistra emiliano-romagnolo non potrebbe non avere un candidato più tardi della metà di settembre.
I tempi per fare le primarie ci sarebbero, ma strettissimi. Urge quindi trovare un nome che metta tutti d'accordo, saltando i gazebo.
BONACCINI-RICHETTI SE DELRIO DECLINA. Graziano Delrio sarebbe l'unico che ci riuscirebbe, ma bisogna vedere se il diretto interessato intenda accettare e se Renzi voglia privarsi del proprio playmaker a Palazzo Chigi: ad oggi è il nome più verosimile. Altrimenti il candidato dovrebbe uscire dal duo modenese Stefano Bonaccini-Matteo Richetti, con il primo, segretario regionale e responsabile nazionale enti locali, in netto vantaggio sul deputato renziano della prima ora. Due candidature che, però, difficilmente riuscirebbero ad avere un'incoronazione senza le primarie, per le quali il sindaco di Imola Daniele Manca è un outsider sempre in campo.
ANCHE IL CENTRODESTRA PENSA ALLE PRIMARIE. Mentre il Pd aspetta di capire, gli avversari cominciano ad organizzarsi, sperando di cogliere l'occasione derivante dal trauma della condanna e delle dimissioni di Errani per recuperare lo svantaggio abissale delle europee. Il centrodestra è tentato dalle primarie: le chiedono la Lega e il consigliere 'rottamatore' Galeazzo Bignami, ma anche in questo caso i tempi strettissimi potrebbero alla fine portare ad una decisione dall'alto. Il Movimento 5 Stelle, invece, ha in Andrea Defranceschi (unico consigliere regionale, sospeso per un'indagine della Corte dei conti, poi riammesso a furor di blog dopo il proscioglimento) un candidato quasi naturale, anche se la scelta dovrà come al solito passare dal voto degli attivisti sul web.
INCOGNITE SULLA GESTIONE POST-TERREMOTO. Errani dovrebbe formalizzare le proprie dimissioni verso il 20 di luglio. Da martedì 15 è prevista una seduta fiume del consiglio regionale per approvare il piano dei fondi europei ed altre faccende inderogabili prima che la legislatura chiuda i battenti. Rimane poi l'incognita del suo ruolo come commissario straordinario per la ricostruzione del terremoto in Emilia. L'organizzazione che è stata definita ha dato ad Errani ampi poteri, con la firma delle sue ordinanze si muovono i quattrini per far partire i cantieri. Fermare tutto per quattro mesi è una possibilità che bisognerebbe scongiurare.

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