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GOVERNO 9 Luglio Lug 2014 1410 09 luglio 2014

Italiasicura, 4 miliardi contro il dissesto

Obiettivo prevenzione. Delrio: «È l'opera pubblica più importante».

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Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio.

Quattro miliardi di euro contro il dissesto del suolo e per lo sviluppo delle infrastutture idriche. Una cifra consistente, messa in campo dal governo italiano. Mercoledì 9 luglio, a Palazzo Chigi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio ha presentato la nuova unità di missione guidata da Erasmo D'Angelis. Il suo nome è Italiasicura, e ha come obiettivo portare avanti 3.395 cantieri anti-alluvioni e la messa in sicurezza dalle frane, oltre a 183 opere per depurazione e fognature.
UNA CABINA DI REGIA PER INTERVENIRE. Dei 4 miliardi complessivi, quasi 2,5 sono destinati a porre rimedio al dissesto idrogeologico. E 1,6 per l'acqua, con cantieri da aprire in tutte le Regioni. La vera sfida, secondo Palazzo Chigi, è affrontare e risolvere le emergenze dei due settori, cercando di evitare le sanzioni che pendono sul Paese. Per questo il governo ha affidato alla struttura di missione misure straordinarie e il compito di fare regia e coordinare tutte le strutture dello Stato.
DELRIO: «INIZIA LA PIÙ IMPORTANTE OPERA PUBBLICA». «Diamo inizio alla più importante opera pubblica di cui il
Paese ha urgente bisogno», ha osservato Graziano Delrio. «La scelta del governo è stata quella di cambiare radicalmente la governance e la filiera delle responsabilità e dei controlli che fino ad oggi hanno impedito o ritardato la sicurezza di molte aree».
D'ANGELIS: «RISORSE NON SPESE DAL 1998». Il responsabile di Italiasicura, Erasmo D'Angelis, ha invece snocciolato le cifre: «Abbiamo fatto un'analisi su risorse e opere. Dal bilancio dello Stato e dai fondi europei, la cifra che abbiamo messo insieme è di 2.480 milioni di risorse non spese dal 1998» per interventi contro il dissesto del suolo. Mentre per l'acqua si parla invece di 1,6 miliardi di euro, relativi ad una delibera del Cipe del 2012 «per 183 opere critiche che riguardano soprattutto depuratori e fognature, dalla Campania alla Sicilia». Ora, per D'Angelis, «è il momento di accelerare interventi e investimenti».
LA MANCATA PREVENZIONE COSTA ALLO STATO 3,5 MILIARDI L'ANNO. Graziano Delrio ha inoltre reso noto che la cifra pagata dal Paese a causa della mancata prevenzione «è impressionante». Nei conti di Palazzo Chigi, il costo è di 3,5 miliardi l'anno, pagati dallo Stato dal 1945 al 2014 per danni e risarcimenti da frane e alluvioni. Questo, ha aggiunto D'Angelis, «in quello che forse è il Paese più vulnerabile al mondo per le frane, con quasi l'82% dei comuni a rischio».

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