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IRAQ NEL CAOS 9 Luglio Lug 2014 1035 09 luglio 2014

L'Isis rottama al Qaeda e i vecchi leader della jihad

Al Baghdadi ha oscurato al Zawahiri.

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Per l'inizio del Ramadan, l'autoproclamato califfo di Siria, Iraq e di «tutti i fratelli musulmani», Abu Bakr al Baghdadi, ha rotto il riserbo, che da super ricercato lo avvolgeva da anni.
Turbante, tunica e barba nera come le divise e le bandiere dei suoi miliziani, dal pulpito di una moschea di Mosul, il 4 luglio il capo supremo dell'Isis (lo Stato islamico dell'Iraq e del Levante) è apparso nella sua veste di religioso, «principe dei credenti, imam, sceicco e nostro signore», per la preghiera del venerdì più importante dell'anno.
LA PREGHIERA DEL CALIFFO. «Se seguirò la giustizia e la verità, aiutatemi. Se seguirò la falsità, consigliatemi», ha detto ai fedeli il «califfo Ibrahim», salmodiando versi del Corano e della tradizione del Profeta, lui che «dopo anni di jihad e perseveranza è stato scelto un nuovo imam».
IL RITORNO DEL TERRORE. L'apparizione, diffusa nel weekend dal network jihadista su YouTube con l'entrata in circolazione dei primi passaporti dello «Stato islamico» rilasciati dalle anagrafi dell'Isis a Mosul - la metropoli irachena di 2 milioni di abitanti - ha segnato l'ascesa del primo network internazionale del terrore diventato Stato transnazionale.
LA SCONFITTA DI AL ZAWAHIRI. Di conseguenza, anche il declino della vecchia rete qaedista e del successore di Osama bin Laden, Ayman al Zawahiri.
Disconosciuto l'ex affiliato Baghdadi perché troppo protagonista e violento, il medico egiziano che avrebbe dovuto spaventare il mondo ha dovuto soccombere a un'organizzazione terroristica più brutale e organizzata di al Qaeda.
Uno di quei casi conclamati (sottovalutati dagli Usa) di allievi che eclissano il maestro.

Su al Baghdadi c'è una taglia di 10 milioni di dollari

Osama bin Laden e Ayman al Zawahiri, nuovo leader di al Qaeda dopo la morte dello sceicco del terrore.

Su al Zawahiri, luogotenente e poi erede di bin Laden, gli Usa hanno posto una taglia di 25 milioni di dollari, la maggiore in circolazione. Per al Baghdadi ci sono 'appena' 10 milioni di bigliettoni, ma la Casa Bianca farebbe bene ad aggiornare il tariffario.
RILASCIATO DAGLI USA. Catturato dagli Usa nel 2006 e rinchiuso fino al 2009 a Camp Bucca, campo di detenzione della base militare americana in Iraq, il terrorista iracheno, al secolo Ibrahim al-Badri di Samarra, fu rilasciato perché ritenuto «meno pericoloso» di altri estremisti, nonostante la militanza in al Qaeda prima (ai tempi della direzione del giordano Abu Musab al Zarqawi) e poi nell'allora Is (Stato islamico). Quest'ultimo è un network di jihadisti sunniti emerso dal 2003, con forza crescente nel Dopoguerra, a partire dalle varie cellule fondamentaliste del post Saddam.
NEL 2005 EMIRO DEL TERRORE. Autoproclamato emiro di Rawa, nel governatorato occidentale dell'al Anbar oggi infestato dall'Isis, nel 2005 al Baghdadi veniva già descritto come impegnato a «presiedere tribunali religiosi, organizzare rapimenti e pronunciare sentenze di esecuzioni pubbliche». Con un senso del potere e anche del territorio probabilmente estraneo al pur capo del network criminale al Zawahiri.
L'AFFILIAZIONE AD AL QAEDA. L'odierno califfo Ibrahim sarebbe poi tornato da figliol prodigo nelle file di al Qaeda nel maggio 2011, a pochi giorni dalla cattura e dall'uccisione di bin Laden e a guerra civile siriana appena avviata, quando un'alleanza con il franchising del terrore faceva, come mai prima, comodo.
Mentre i qaedisti di al Nusra, finanziati dalle monarchie del Golfo e dalla Turchia, avanzavano ad Aleppo e nell'entroterra siriano fino ai confini con il Kurdistan e con la Siria, al Baghdadi giurava lealtà al nuovo capo al Zawahiri, promettendo vendetta per la morte dello sceicco del terrore.

L'addio agli alleati fondamentalisti e le vittorie sul campo

Aperto un corridoio di interscambio tra le basi in Iraq e gli avamposti in Siria, guadagnati terreno e mezzi (anche di auto-finanziamento) l'Isis ha poi scaricato i fondamentalisti alleati, spodestando, nell'estate 2013, al Nusra dal suo emirato di Raqqa.
Da lì, rispolverati i piani di guerra di al Zarqawi - l'ex capo di al Qaeda in Iraq e leader del gruppo Jamat al Tawhid al Jihad, antesignano dell'Isis, ucciso dagli Usa in Iraq nel 2006 - per al Baghdadi è stato un crescendo di successi militari, sino al califfato del 2014.
EX LEADER AI MARGINI. Con i vuoti politici aperti dalla destabilizzazione della Primavera araba, al Qaeda avrebbe potuto attingere facilmente dai serbatoi di odio e disperazione in Nord Africa e in Medio Oriente.
Ma al Zawahiri, al di là di qualche proclama diffuso via web in sostegno all'unità dei jihadisti in Siria, Libia e nel Sahel, non ha saputo sfruttare il momento propizio per scarsa visione politica e strategica. Né, a giudicare dalle sue prese di distanze da al Baghdadi, anche dopo le conquiste degli estremisti in Iraq, sembra intenzionato a saldarsi con l'ex discepolo.
FINITO NELL'OMBRA. Esplosa la minaccia globale dell'Isis, il 63enne studioso fondamentalista emigrato in Afghanistan negli Anni 80 a combattere con i mujaheddin contro l'Urss per unirsi poi allo sceicco del terrore di al Qaeda, è stato inghiottito in un cono d'ombra non tanto per sopraggiunti limiti d'età (al Baghdadi ha appena 43 anni), ma perché non all'altezza di raccogliere l'eredità di bin Laden. E perché, probabilmente, neanche lo sceicco del terrore sarebbe stato all'altezza dell'autoproclamato califfo.
DA UOMO D'AZIONE A TEOLOGO. Dottore in teologia, l'imam del primo califfato islamico dalla caduta, nel 1022, dell'Impero Ottomano ha le basi ma non le grandi conoscenze dottrinali degli esperti coranici, incluso lo stesso al Zawahiri.
Il fiuto per gli affari e la spregiudicatezza militare e politica hanno, però, reso al Baghdadi il nuovo bin Laden. Poco importa, a questo punto, se l'uomo apparso in video sia davvero lui, invisibile dalle foto segnaletiche dell'arresto, o piuttosto un suo sosia.

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