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LO SFOGO 9 Luglio Lug 2014 0600 09 luglio 2014

Parlamento Ue, Corrao: «M5s senza cariche»

Il capogruppo 5 stelle lamenta l'esclusione da tutte le cariche.

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da Bruxelles

Strasburgo: nel tondo rosso Nigel Farage. Il leader Ukip ha voltato le spalle durante l'Inno alla Gioa suonato in occasione dall'apertura del Parlamento europeo (1 luglio 2014).

La vendetta è un piatto che va servito freddo. Ma a Bruxelles ai grillini è arrivato tiepido.
Appena una settimana dopo la plateale messa in scena degli eurodeputati dell'Ukip, che durante la prima seduta plenaria di Strasburgo hanno girato le spalle all'Inno alla gioia capeggiati dal loro leader Nigel Farage, a pagare il conto sono stati i colleghi italiani del gruppo parlamentare Efdd.
PENTASTELLATI TAGLIATI FUORI. I 5 stelle non solo non hanno ottenuto nessuna delle 14 vicepresidenze del parlamento, ma il 7 luglio hanno incassato una seconda sconfitta con l'esclusione da ogni carica nelle 20 commissioni parlamentari: per ognuna sono stati eletti infatti un presidente e tre o quattro vicepresidenti. E nessuno è pentastellato.
«Ce lo aspettavamo», racconta a Lettera43.it il capogruppo M5s in Europa Ignazio Corrao, che il giorno dopo la costituzione delle commissioni arriva in parlamento con un'espressione di disincanto e rassegnazione. «La speranza era che prevalesse lo spirito democratico e quindi la ripartizione attraverso il metodo d'Hondt», secondo il quale gli esponenti di Efdd, in base al loro peso elettorale, avrebbero avuto diritto alla presidenza della commissione Petizioni e a sette vicepresidenze.
IL MURO PPE-S&D-ALDE. Invece l'asse Ppe-S&D e Alde ha impedito all'Efdd, e quindi anche ai grillini, di occupare qualsiasi poltrona di rilievo: Eleonora Evi che si candidava a presiedere la commissione Petizioni non è stata eletta, al suo posto c'è la liberale Cecilia Wikstrom. Bocciate anche le vicepresidenze di Marco Affronte (Pesca), Dario Tamburrano (Industria) e Giulia Moi (Agricoltura).
«Il deficit democratico del parlamento europeo non esiste solo dal punto di vista decisionale, ma anche procedurale», continua Corrao. «E questo perché purtroppo il metodo d'Hondt non è abbastanza rigido da garantire a tutti la partecipazione, ma è affidato al voto. E quando lasci la possibilità di scelta a persone come la dirigenza del Ppe e dell'S&D, ecco il risultati».
GRUPPO SENZA AGIBILITÀ POLITICA. Ora i pentastellati fanno parte di un gruppo ma a livello di cariche istituzionali hanno la stessa agibilità politica dei Non iscritti. «Ci hanno escluso dalla Conferenza dei presidenti e hanno eletto due dell'Alde solo perché sono delle belle stampelle di Ppe e S&D, così non ci permettono nemmeno di partecipare».

La difesa dei grillini: «Non siamo membri dell'Ukip, non siamo neanche anti-europeisti»

Ignazio Corrao, capogruppo M5s all'europarlamento.

Un cordone sanitario voluto dalla Große Koalition non solo a livello simbolico, ma per impedire al cavallo di Troia Efdd di entrare nella stanza dei bottoni e «distruggere il sistema dall'interno», come del resto aveva annunciato il leader Nigel Farage. Insomma una 'punizione' per l'atteggiamento anti-europeista dell'Ukip.
Ma una decisione inaccettabile per i grillini. «Io posso capire che ce l'avessero con Farage che è un accanito anti-europeista», sbotta Corrao, «ma per quale motivo non devi dare la presidenza a Eleonora Evi che è un'ambientalista con un profilo inattaccabile come tutti gli altri candidati che avevamo?».
«UN ATTEGGIAMENTO ARROGANTE». La maggioranza dell'emiciclo di Strasburgo ha presentato il conto a chi dice di voler distruggere anziché costruire. Un atteggiamento definito dal capogruppo M5s «arrogante».
«Non sono Farage, noi non siamo membri dell'Ukip, non siamo neanche anti-europeisti», continua il capodelegazione M5s. «Quella di escluderci per colpa di Farage è stata una scusa pretestuosa. Non abbiamo mai fatto niente contro le istituzioni, non siamo la Lega nord, non abbiamo mai bruciato una bandiera dell'Europa».
«PARLAMENTO SENZA REGOLE». Una presa di distanza dai colleghi britannici che, forse, arriva troppo tardi per ottenere un'agibilità politica maggiore. Ora ammettere la sconfitta fa male: «Non è che avere una vicepresidenza sia così importante, noi lavoreremo comunque. È solo triste pensare di essere stati eletti in un parlamento in cui non sono rispettate le minime regole di democrazia. I vertici di S&D, Ppe e Alde possono chiamare questo parlamento la casa dell'oligarchia: chi ha la maggioranza estromette le minoranze».
LE CRITICHE DELLA MINORANZA. E sono proprio le altre minoranze ad aver preso le difese dell'Efdd: i Verdi e i conservatori dell'Ecr hanno criticato la scelta della maggioranza. «Non ci sono argomenti validi per escludere gruppi politici dalla presidenza, non è equo ed è dannoso per la nostra credibilità», ha commentato la Verde Margrete Auken.
I conservatori dell'Ecr a loro volta hanno chiesto di mettere a verbale la loro contrarietà al metodo messo in atto da popolari, socialisti e liberali.
Corrao racconta di aver cercato un dialogo anche con le forze di maggioranza. Che però hanno «l'atteggiamento autoritario del dittatore». E aggiunge: «Abbiamo parlato con i Verdi, con l'Ecr, con la Gue, e infatti non hanno partecipato a questo gioco oligarchico, si sono comportati in maniera onesta».
Non sono neanche arrivati a Bruxelles e «paradossalmente», ammettono loro stessi, gli eurodeputati grillini rimpiangono casa. «Nel parlamento italiano ci vanno delinquenti peggiori di quelli che ci sono qua, ma almeno sei sei eletto puoi partecipare», conclude Corrao, «Luigi di Maio fa il vicepresidente della Camera, qui non glielo avrebbero fatto fare».

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