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DOPO LA CONDANNA 9 Luglio Lug 2014 1143 09 luglio 2014

Pd, Renzi su Errani: «Il mio si chiama garantismo»

Il premier: «Senza la sentenza definitiva un cittadino è innocente».

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Dopo la condanna inflitta a Vasco Errani nel processo Terremerse e la solidarietà espressa dal Partito democratico al governatore dimissionario, è intervenuto il premier Matteo Renzi. Il premier, che nella mattinata di mercoledì 9 luglio ha incontrato a Palazzo Chigi il governatore dell'Emilia Romagna (al centro del colloquio le dimissioni, che restano confermate, e gli scenari futuri su Twitter ha replicato a chi sostiene che il Pd abbia fatto quello che ha sempre rinfacciato al centrodestra, ovvero contestare una sentenza della magistratura: «Non è vero, finché non c'è sentenza passata in giudicato un cittadino è innocente. Si chiama garantismo, ricordi?», ha scritto Renzi.

EMILIANO: «GIUSTO DIMETTERSI». Michele Emiliano ad Agorà estate su RaiTre ha spiegato che «di fronte a una condanna da parte di una Corte d'Appello non ci sono alternative, dal mio punto di vista. Errani ha fatto benissimo a dimettersi».
Secondo l'ex sindaco di Bari «Errani ha guidato la Conferenza Stato Regioni, che ha dato un contributo importantissimo al Paese. Ribadisco il mio affetto e la mia stima nei suoi confronti».
PD, GROVIGLIO SUI TEMPI. Ora una direzione regionale del Pd, convocata a inizio della seconda settimana di luglio, deve stabilire come dovrà muoversi il partito, soprattutto per decidere il candidato alla presidenza della Regione Emilia-Romagna.
Prima di ogni scelta c'è da sciogliere il nodo del quando si vota.
Le ipotesi in campo sono due: la meno probabile è che si prolunghi la legislatura fino alla scadenza naturale, ovvero a marzo 2015, e questo consentirebbe di seguire il percorso al quale il Pd lavora da mesi.
POSSIBILE VOTO IN AUTUNNO. Ma è più facile che si decida per un voto in autunno 2014, ipotesi che creerebbe uno scenario dove i tempi sarebbero accelerati.
Se si dovesse votare in autunno (ipoteticamente fine ottobre-inizio novembre) salterebbe il congresso regionale (previsto per il 5 ottobre) e Stefano Bonaccini rimarrebbe a fare il segretario, oltreché il candidato più accreditato per la successione di Errani.
In questo caso si accelererebbe anche il percorso che porterebbe alle primarie da tenersi a inizio settembre.
INGORGO CON LA FESTA DELL'UNITÀ. Qui, però, ci sarebbe un ingorgo con la festa nazionale dell'Unità in programma a Bologna: domenica 7 è l'ultimo giorno della festa, il momento politico culminante.
Sarebbe difficile conciliarlo con le primarie che quindi, difficilmente, potrebbero svolgersi prima del 14 settembre, rendendo strettissimi i tempi per la campagna elettorale.
Rimane tuttavia possibile l'ipotesi di una scelta del candidato senza passare dalle primarie: questo richiederebbe, però, una convergenza della quasi totalità del partito su un nome che però, al momento, pare complicata da raggiungere.

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