Senato Boschi 140709071358
VERSO L'OK 9 Luglio Lug 2014 0705 09 luglio 2014

Riforma Senato di Renzi: ultimo atto

In commissione il test sull'assemblea elettiva.

  • ...

Il ministro delle Riforme, Elena Maria Boschi.

Matteo Renzi tira dritto sulle riforme. In primis quella sul Senato.
Mercoledì 9 luglio, a Palazzo Madama è tornata a riunirsi la commissione Affari costituzionali che ha già fissato l'iter parlamentare: il testo approda in Aula già giovedì 10 luglio.
L'emendamento sulla non elettività del Senato, che recepisce l'accordo tra maggioranza e Forza Italia, è stato presentato: prevede che i senatori non vengano eletti dai cittadini bensì dai Consigli regionali in proporzione della consistenza dei gruppi consiliari.
RENZI TIRA DRITTO. E per far capire che il premier fa sul serio, da Venezia, impegnato in un convegno su digitale e innovazione, il leader del Partito democratico ha messo in guardia tutti coloro che hanno intenzione di mettersi di traverso. Un chiaro messaggio ai 'dissidenti' di Pd, ma pure di Forza Italia che possono mettere in pericolo la riforma.
45 DISSIDENTI PD. Per coronare il sogno di rivoluzionare il Senato, infatti, Renzi deve fare i conti con i freddi numeri.
A Palazzo Madama l'ex rottamatore può contare su una truppa di 109 senatori, ma di questi addirittura 45 sono dell'area civatiana e riformista e potrebbero abbandonare il premier. Anche se, alla fine, potrebbero essere appena un quindicina quelli pronti a 'tradire'.
MINZOLINI SPAVENTA FI. Stessa situazione in Fi: Silvio Berlusconi, che ha promesso fedeltà agli accordi del Nazareno, ha 59 voti (70 se si considerano anche gli 11 del Gruppo autonomia e libertà), ma deve fare i conti con Augusto Minzolini che ha raccolto 35 firme per dire no alla riforma. Ma pure tra i forzisti, sarebbero solo 15 quelli che vogliono andare fino in fondo.
LA CONTA IN SENATO. Dato per certo il sostegno del Nuovo centrodestra (33 senatori), restano le incognite dei centristi che hanno 29 voti, ma contano circa una decina di indecisi. Così come la Lega Nord che potrebbe mettere i suoi 18 senatori al servizio del premier oppure fare ostruzionismo: in ogni caso il Carroccio dovrebbe muoversi compatto in tutte le direzioni.
A conti fatti, esclusi i voti del Movimento 5 stelle, si tratterebbe di 259 senatori a favore se non si tengono in considerazione i 'dissidenti', che scendono a circa 200 tolti i meno fedeli.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso