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DOPO LE DIMISSIONI 10 Luglio Lug 2014 1325 10 luglio 2014

Errani, dal Pd appello a Renzi per le primarie

Il consigliere Zacchiroli al premier: «Il partito non cerchi scuse».

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Vasco Errani con Matteo Renzi.

Il consigliere comunale e renziano della prima ora, Benedetto Zacchiroli ha chiesto le primarie per il candidato alla presidenza della Regione Emilia-Romagna dopo le dimissioni di Vasco Errani, travolto dall'inchiesta giudiziaria sulla vicenda Terremerse e condannato a un anno per falso ideologico.
LETTERA A MATTEO RENZI. La richiesta è stata espressa in una lettera indirizzata a Matteo Renzi pubblicata su Facebook: «Sento e leggo cose che mi fanno sbarrare gli occhi e cioè che le primarie non si farebbero, che si deve arrivare a un candidato unitario. Spero e voglio credere che sia la paura a far dire queste cose e non altro. Ma se facciamo parlare la paura non andiamo da nessuna parte», ha scritto Zacchiroli.
Il post ha in poco tempo raccolto numerosi apprezzamenti, tra cui anche quello della sorella del premier Benedetta Renzi, neo assessore a Castenaso nel bolognese, e quello dell'europarlamentare civatiana Elly Schlein.
«LO CHOC NON SNATURI IL PD». «Caro Matteo», prosegue il post, «i giornali questa mattina dicono che le dimissioni di Vasco Errani hanno messo sotto choc il Pd dell'Emilia-Romagna. Ci può stare. Ma non ci può stare che uno choc snaturi il Partito. Il partito che qui, poco più di un mese fa ha preso più del 50% alle elezioni europee».
L'esponente renziano ha poi sottolineato come gli argomenti usati da chi è contrario alle primarie riportano «le lancette dell'era politica indietro di qualche anno, che oggi, misurato in politica, vuol dire qualche era geologica. Con le Primarie il Pd vince, coinvolge e mette il turbo. Senza? È il partito dei camini, del mettere in sicurezza il vecchio e della prospettiva balorda e sgangherata», ha scritto Zacchiroli.
«IL PARTITO NON CERCHI SCUSE». La speranza è che il partito «anche per input tuo, sia il partito del coraggio, che non cerca scuse per legittimare la paura ma che sa rimboccarsi le maniche e lascia scegliere il proprio candidato alla presidenza di una delle Regioni più ricche d'Europa, ai suoi iscritti e ai suoi elettori, come da statuto», ha scritto ancora a Renzi.
BONACCINI: «LE PRIMARIE NON VANNO TEMUTE». Stefano Bonaccini, segretario regionale e responsabile enti locali nella segreteria di Matteo Renzi, tra i principali candidati ipotizzati per la presidenza della Regione dopo le dimissioni di Vasco Errani, ha affermato che «nessuno deve temere le primarie, che sono nel Dna del Partito Democratico e sono regolate dallo statuto. Si possono evitare in quei casi in cui Pd e alleati trovino convergenza piena», altrimenti «si fanno. Senza Remore».
In Emilia-Romagna, ha spiegato Bonaccini in una nota, le primarie «le abbiamo fatte in tante occasioni. Sia interne per scegliere i segretari di partito ai vari livelli, io ad esempio vi ho partecipato quando le vinsi per diventare segretario regionale, sia di coalizione per scegliere invece i candidati a sindaco in tanti Comuni».

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