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INTERVISTA 10 Luglio Lug 2014 1112 10 luglio 2014

Fausto Bertinotti: «Le feste mi hanno rovinato»

«La sinistra è morta». Fa mea culpa. E attacca Renzi.

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Fausto Bertinotti e la moglie.

Fa mea culpa sulla scelta di mischiarsi ai salotti romani. Sentenzia la morte della sinistra italiana. E definisce le piazze come l'unica ancora di salvezza per il Paese.
Fausto Bertinotti si confessa in un'intervista al Fatto Quotidiano, senza lesinare critiche a se stesso («Parlo da vinto, da commentatore») né alla classe politica contemporanea.
«Non mi sono reso conto che alcuni miei comportamenti potessero essere scambiati per commistione con un ceto somigliante a una Casta», ha spiegato l'ex segretario di Rifondazione Comunista parlando della frequentazione delle serate mondane della Capitale, a cui partecipava fianco a fianco con la moglie Lella. «Pensavo che la mia vita, la mia giovinezza, la mia storia famigliare, il mio lavoro di operaio, le lotte a cui ho partecipato potessero immunizzarmi».
«LA SINISTRA È MORTA, SIAMO IN POST DEMOCRAZIA». Non andò così e le immagini di Bertinotti (che solo su un punto non si pente: l'amatissimo cachemire) immerso nello sfarzo dei salotti romani provocarono sconcerto nel popolo della sinistra.
Sinistra che, oggi, l'ex sindacalista non esita a definire «morta»: «Non dico il comunismo, c'era stato il muro di Berlino a ricordarci le pietre che schiacciavano i nostri corpi. Ma il socialismo sembra scomparso, piegato. Simultaneamente alla forma avanzata di capitalismo. Ora è tutto finito, è il tempo della post democrazia».
«RENZI HA UNA VENATURA NEO-BONAPARTISTA». Colpa anche del Pd e di un leader, Matteo Renzi, «con tentazioni autoritarie e una luccicante venatura neo-bonapartista». Il partito del presidente del Consiglio, ha detto Bertinotti, «si trasformerà in un moderno partito di governo. Arriveremo presto alla tracimazione e l'articolo uno della Costituzione verrà di fatto soppresso».
Secondo l'ex segretario di Rifondazione Comunista, non resta che «chiudere le sezioni di partito, abbassare il vessillo». I «nuovi barbari», ora, non votano più sinistra. Votano il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo: «E meno male», chiosa, «in Francia votano Le Pen». L'ultima ancora di salvezza, per il Paese, sono le piazze: «È lì che si costruisce un sentimento che forma una comunità».

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