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DECISIONE 10 Luglio Lug 2014 1525 10 luglio 2014

Mose, Galan: sì all'arresto dalla giunta della Camera

L'ok della giunta con 16 voti a favore e solo tre contrari.

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Giancarlo Galan, deputato di Forza Italia.

Sì all'arresto per Giancarlo Galan. A deciderlo è stata la giunta per le Autorizzazioni a procedere della Camera dei deputati, l'Aula cui appartiene il rappresentante di Forza Italia, inquisito per l'inchiesta Mose.
In giunta sono stati 16 i voti a favore dell'autorizzazione a procedere nei confronti dell'ex governatore del Veneto contro i tre contrari.
GALAN: «IO INNOCENTE». Il diretto interessato ha parlato di «esito ampiamente annunciato. Resto fiducioso che i colleghi d'Aula abbiano letto la documentazione che ho prodotto e votino secondo coscienza, personale. Io sono innocente».
SOLO TRE CONTRARI. A esprimersi contro l'arresto sono stati Giovanni Chiarelli di Forza Italia, Antonio Leone del Nuovo centrodestra e Marco Di Lello del Partito socialista italiano. Non ha invece votato, come da prassi, il presidente della giunta, Ignazio La Russa (Fratelli d'Italia-Alleanza nazionale).
L'ultima parola spetta, però, all'aula Montecitorio: il 15 luglio la Camera deve votare per decidere il futuro del deputato del partito di Silvio Berlusconi.
IL PD: NIENTE PERSECUZIONE. «Tenendo presente che il compito della giunta è quello di accertare se il giudice per l'indagine preliminare manifesti un intento persecutorio verso un parlamentare, posso affermare che nel caso Galan non si ravvisa fumus persecutionis», ha commentato dopo il voto la deputata del Partito democratico Sofia Amoddio.
INUTILE L'INTERROGATORIO. «Studiando il fascicolo», ha continuato la rappresentante dem, «è chiaro che il giudice non richiede la custodia cautelare in carcere solo per il parlamentare, ma per tutti i soggetti indagati di corruzione». Quindi ha aggiunto: «Galan lamenta come il magistrato non abbia disposto il suo interrogatorio, ma è utile precisare che nessun pubblico ministero ha l'obbligo di interrogare la persona nei cui confronti sta svolgendo le indagini».

Voto scontato: già alla vigilia la giunta era orientata verso l'arresto

I lavori della giunta per le Autorizzazioni a procedere della Camera dei deputati.

La decisione della giunta non ha tuttavia sorpreso. Fin dalla vigilia, infatti, era chiaro che la maggioranza sarebbe stata contraria a Galan: il relatore che ha portato il caso all'attenzione del gruppo, Mariano Rabino, deputato di Scelta Civica, aveva spiegato che l'orientamento era per l'insussistenza di ogni ipotesi di fumus persecutionis nei confronti dell'ex governatore veneto. E su questa posizione erano già stati raccolti almeno 13 voti favorevoli all'arresto del deputato.
EVITARE TENTENNAMENTI. A convincere altri tre membri della giunta, poi, era stata la decisione di arrivare al voto finale nell'aula di Montecitorio in tempi brevissimi. Un modo, insomma, per scongiurare possibili tentennamenti che avrebbero potuto provocare anche lo slittamento della decisione finale a settembre.
FORZA ITALIA INASCOLTATA. Per tentare di 'salvare' Galan, Chiarielli aveva giocato la carta del riesame di tutto l'incartamento alla luce delle nuove disposizioni contenute nel decreto sulla custodia cautelare. Il decreto prevede che non ci possa essere carcere preventivo per gli imputati che rischiano una condanna fino a tre anni: esattamente il caso, secondo Fi, dell'ex governatore. E per questo il partito dell'ex Cavaliere chiedeva ai colleghi della giunta di non votare a favore dell'arresto.
FRONTE UNICO DEM-M5S. Il Pd, però, aveva obiettato che il decreto del quale potrebbe beneficiare il deputato azzurro è successivo alla richiesta di arresto. Inoltre, è stata la tesi dei democrat, la giunta non deve soffermarsi sulla «previsione» di quanti anni rischia Galan, ma deve limitarsi a verificare che nessuno metta in piedi inchieste «pilotate» per attaccare componenti della Camera.
Nonostante Rabino avesse raccolto le richieste di Fi, Pd e M5s avevano fatto sapere di avere la forza per decidere quasi da soli. E alla fine i 16 voti contro l'ex presidente della Regione Veneto hanno dissipato ogni dubbio: Galan deve essere arrestato. Sempre che la Camera a maggioranza Pd non voglia salvarlo.

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