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RIFORME 10 Luglio Lug 2014 2110 10 luglio 2014

Nuovo Senato, Renzi: «Non ho paura del voto in Aula»

Il premier: «Smentiti ancora i gufi. Alcuni tabù possono essere vinti».

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Matteo Renzi.

Eppur si muove. Tra difficoltà e frenate la riforma del Senato ha ottenuto l'approvazione della Commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama. Ma ora la attende la sfida politica più delicata: quella del passaggio in parlamento. Un percorso pieno di insidie che non preoccupa Matteo Renzi: «Non ho paura del voto dell'Aula perché se al Senato ci sarà qualcuno che vuole frenare comprensibilmente è perché magari non ricorda neanche il recente passato», ha detto il premier al termine del Consiglio dei ministri che ha dato il via libera ai disegni di legge su Pubblica amministrazione e Terzo settore.
«SMENTITI I... GUFI». «Segnalo che tutte le previsioni di... vorrei chiamarli gufi, ma non lo faccio, di chi diceva 'le riforme non si faranno mai' erano sbagliate», è la rivincita che il segretario del Pd si è preso.
Ridimensionando anche la questione dei malpancisti e frondisti della minoranza interna al partito: «C'è un consenso di tutti sul 98% delle questioni della riforma costituzionale, come dimostra anche la lettera di risposta del Movimento 5 stelle alle nostre domande».
«COL CORAGGIO SI CAMBIA». Spazio anche per qualche slogan: «Stiamo dando un grande segnale di cambiamento al Paese non solo semplificando le regole del gioco delle Regioni o la procedura di riorganizzazione del procedimento legislativo, ma stiamo dicendo che l'Italia può cambiare e che alcuni tabù possono esser vinti da una classe politica che ha coraggio».
«NON FACCIAMO FINTA». Quindi Renzi ha elencato i provvedimenti del governo affermando che «non mi pare che stiamo facendo finta: c'è un percorso di cambiamento strutturale del Paese che è anche l'unico modo per rispondere alla straordinaria fiducia arrivata dagli italiani con il 40% dei voti alle europee».
«RIVOLUZIONE DEL BUON SENSO». Insomma «stiamo facendo la rivoluzione del buon senso, dimezzando la politica, semplificando e invertendo rapporto tra cittadini e Pubblica amministrazione».
Tutto questo pessimismo sulle riforme secondo il premier è eccessivo: «La gente vuole speranza e io ho la responsabilità. Se corrispondiamo alla speranza l'Italia torna a crescere, se alimentiamo lo scetticismo, la stanchezza, la rabbia tradiremo la fiducia».

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