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PROVVEDIMENTI 10 Luglio Lug 2014 1900 10 luglio 2014

Renzi: ddl Pubblica amministrazione e Terzo settore, via libera del Cdm

Certificati online o inviati a casa. L'ufficio va dal cittadino.

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Matteo Renzi.

Terzo settore, Pubblica amministrazione e Ilva: sono alcuni degli argomenti chiave affrontati dal Consiglio dei ministri del 10 luglio.
Il premier Matteo Renzi ha illustrato i punti fondamentali in conferenza stampa: «Il Cdm ha approvato il disegno di legge sul Terzo settore mantenendo l'impegno che avevo preso ad aprile», ha spiegato.
Tra le misure «servizio civile universale, 5 per mille stabilizzato per legge, obbligo di trasparenza per le associazioni, riforma del codice civile. È un grande momento di svolta».
«L'UFFICIO VA DAL CITTADINO». C'è dell'altro: «Secondo punto serio importante e significativo che abbiamo visto quest'oggi in modo da poterlo licenziare è il ddl sulla Pa», ha detto Renzi. Cosa cambia, in sostanza? «Alla fine del percorso di riforme, alla fine dei 1.000 giorni, il rapporto tra cittadini e Pubblica amministrazione sarà rovesciato. Ci sarà il dovere di mettere online tutti i certificati. Non è più il cittadino che va a fare la fila in ufficio, ma è l'ufficio che tramite un'applicazione va a casa del cittadino».
E sull'Ilva? «Sì sì, il decreto è stato approvato. Non nella forma che avevo visto sui giornali», ha commentato il presidente a Palazzo Chigi.
«MINISTRI RESPONSABILI DELLE LEGGI». Il premier ha parlato anche di un altro problema storico: «Da un'analisi dettagliata ci sono 752 leggi da disciplinare: 286 di Monti, 304 di Letta e 162 nostre. Sui decreti attuativi si è deciso che a inizio di ogni Cdm il ministro dell'attuazione del programma individuerà nome e cognome del ministro responsabile. È inutile fare leggi se non si applicano, è allucinante».
«ESCLUDO UNA MANOVRA». Sul fronte dei conti, Renzi ha escluso la necessità di una nuova manovra correttiva. Una considerazione fatta nonostante la diffusione dei dati Istat sulla produzione industriale. Aggiungendo anche di non andare «ogni giorno a caccia di dati» e che a fronte di dati negativi ci sono numeri positivi - come l'aumento di posti di lavoro nel mese di maggio - che però non vengono enfatizzati.
«Naturalmente guardo con la consueta preoccupazione e attenzione ai dati economici negativi, ma siamo assolutamente certi del fatto che se l'Italia fa le cose che deve fare è nelle condizioni di essere il locomotore che porta l'Europa fuori dalla stagnazione. La mia scommessa è su un'Italia in grado di guidare l'Europa».
«ALITALIA? SACRIFICI DA TUTTI». Capitolo Alitalia: la proposta di Etihad secondo il presidente del Consiglio «è molto buona e consente alla compagnia di bandiera di guardare al futuro, ma è necessario che «tutti facciano sacrifici».
Anche perché «in un situazione come questa ci vuole responsabilità. Il rischio è che chiuda l'azienda con tutto il pacchetto di debiti e migliaia di persone che rimangono a casa. Invito tutti alla saggezza».
A detta di Renzi «oggi il rischio non è sugli esuberi, ma il fallimento. L'alternativa è tra un numero x o y di esuberi e la chiusura».

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