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TENSIONE 11 Luglio Lug 2014 1055 11 luglio 2014

Datagate, Merkel limita collaborazione con Usa

La Cancelliera tedesca congela le attività in corso.

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da Berlino

Barack Obama e Angela Merkel.

Mentre il presidente del Bnd, il servizio di sicurezza tedesco, Gerhard Schindler fa sapere che la caccia a nuove talpe non è ancora finita, il governo di Angela Merkel ha compiuto nelle ultime ore un ulteriore passo nell'escalation del conflitto diplomatico con gli Stati Uniti.
COLLABORAZIONE CONGELATA. Dopo aver intimato al rappresentante dei servizi Usa all'ambasciata di Berlino di fare le valigie e tornare in patria, la cancelliera ha dato disposizione al Bnd di limitare la collaborazione con i servizi americani alle operazioni di stretta urgenza, congelando tutte le altre attività in corso.
Tutto bloccato, dunque, tranne le operazioni che tutelano gli interessi nazionali della Germania, come la sicurezza dei soldati tedeschi impegnati in aree di crisi come l'Afghanistan o la difesa interna ed esterna contro la minaccia di attacchi terroristici. Il resto viene messo a bagnomaria.
Chi si aspettava un ammorbidimento da parte tedesca, dopo il clamoroso colpo d'ala del 10 luglio, dovrà ricredersi e cominciare a valutare con il dovuto rilievo l'indignazione che è montata a Berlino.
DE MAIZIÈRE MORBIDO. Le parole con le quali il ministro dell'Interno Thomas de Maizière aveva accompagnato il provvedimento verso il dirigente Cia (tecnicamente si è trattato di un consiglio, non di un'espulsione, ma il risultato è stato lo stesso) avevano fatto credere che il governo avrebbe cercato di contenere la tensione e di riportare lo scontro sul terreno della diplomazia. «Bisogna evitare che ora altri Stati e altri servizi possano rallegrarsi del fatto che il rapporto fra tedeschi e americani si sia incrinato», aveva detto il ministro, accusato dall'opinione pubblica di aver cercato fino all'ultimo di relativizzare i casi dei due doppi agenti scoperti a passare materiale sensibile agli Usa.
ANGELA SEGUE I FALCHI. Evidentemente a Berlino non è ancora il tempo delle colombe. Ambienti vicini alla cancelliera fanno sapere che la pazienza di Angela Merkel si è davvero esaurita e che verranno presi tutti i provvedimenti necessari per far capire agli americani che così non si può andare avanti.
Non aiuteranno a rasserenare il clima le corrispondenze pubblicate la mattina dell'11 luglio sui giornali online tedeschi dai corrispondenti negli Stati Uniti. «A Washington, nessuno sembra prestare grande attenzione allo scontro in atto con la Germania», hanno scritto all'unisono Spiegel, Handelsblatt e Frankfurter Allgemeine Zeitung. «E a parte una presa di posizione di alcuni parlamentari del Congresso che hanno chiesto a Barack Obama di intervenire prima che la situazione finisca fuori controllo, il resto del mondo politico ha preferito tacere».
GLI USA ABBOZZANO. Nessuna parola da parte del presidente e neppure dai principali esponenti della sua amministrazione. Solo una laconica dichiarazione di circostanza della portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale Caitlin Hayden, per la quale «la collaborazione con la Germania resta fondamentale e i canali di dialogo con Berlino restano aperti».
Poca roba, anche se il solo fatto che termini come «canali aperti» vengano utilizzati per descrivere i rapporti fra Stati alleati rende l'idea di quel che sta accadendo.
Tra Stati Uniti e Germania è stato raggiunto il punto più alto di tensione dai tempi della crisi in Iraq: due volte in 10 anni, segno che sono ormai cambiati alcuni equilibri che avevano retto l'asse transatlantico durante i decenni della Guerra Fredda.

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