Marianna Madia 140711211052
RIFORMA 11 Luglio Lug 2014 2106 11 luglio 2014

Pubblica amministrazione, arriva la rivoluzione digitale

Tagli alla dirigenza. Manager licenziabili.

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Marianna Madia.

Una rivoluzione copernicana, per dirla con Matteo Renzi. «Non sarà più il cittadino che va a fare la fila in ufficio, ma l'ufficio che tramite un'applicazione va a casa del cittadino».
Il ministro Marianna Madia ha provato a chiarire i punti di questo ribaltone di sistema.
Si tratta della riforma della Pubblica amministrazione: un disegno di legge di delega al governo approvato dal Consiglio dei ministri e ora atteso alle Camere a partire dalla terza settimana di luglio.
Il provvedimento traccia le deleghe legislative da esercitare in gran parte nei 12 mesi successivi all'approvazione della legge.

RIVOLUZIONE DIGITALE PER LA PA. Trasparenza e tempi certi, la macchina dello Stato si innova, pronta a riversare on line tutti i tipi di certificati, o a inviarli a domicilio entro 48 ore.
L'obiettivo è venire incontro ai cittadini, relegando le code a un ricordo del passato. Per realizzare tutto ciò si passa attraverso il superamento dell'uso della carta e la razionalizzazione degli uffici (sportelli unici delle attività produttive e dell'edilizia).
La Madia ha parlato di «possibilità di accedere a tutte le informazioni che ci riguardano da un pc, con un nostro pin, e di potere ricevere tutto ciò che si può al domicilio telematico o di residenza».

UFFICIO UNICO DEL GOVERNO SUL TERRITORIO. Ci sarà un solo punto di contatto tra cittadino ed esecutivo a livello locale, un 'Ufficio territoriale del governo' che racchiude tutta la periferia dello Stato. Insomma una riorganizzazione che comporta anche una riduzione del numero delle prefetture.

RAFFORZATA LA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO. Si va verso un rafforzamento della presidenza del Consiglio nel coordinamento delle politiche pubbliche, così da garantire un'unità d'indirizzo, raccordando i diversi ministeri.

STOP AI VETI INCROCIATI TRA AMMINISTRAZIONI. Un'amministrazione non potrà più mettersi d'intralcio nei confronti di un altro ufficio pubblico, perché così facendo impedirebbe allo Stato di svolgere il suo servizio per il cittadino.
Ecco che la delega dà il disco verde al silenzio assenso, ponendo precisi limiti di tempo. Sempre nell'ottica della semplificazione il provvedimento pone le basi per un riordino normativo, indicando la strada dei testi unici.

MANAGER PUBBLICI A TERMINE, ORA LICENZIABILI. Viene confermato il ruolo unico per i dirigenti (non esiste più la divisione per fasce).
Se rimangono privi di incarico per un certo periodo (il tempo preciso sarà stabilito dal parlamento) saranno di fatto licenziati.
Scatta quindi un meccanismo competitivo tra i dirigenti e anche per loro vale la regola della mobilità, con la possibilità di passare da un'amministrazione centrale a un ente locale e viceversa.
È previsto un meccanismo per la valutazione, per cui un dirigente potrà passare da un incarico più alto a uno più basso o, appunto, rimanerne privo.
Novità anche per l'accesso alla dirigenza: resta confermato il doppio binario, concorso e corso-concorso.

TAGLI ALLA DIRIGENZA. 'La dimensione della dirigenza' è il principio su cui lavorare, riducendo la quota dei manager, ora troppo alta.
Occhio anche agli stipendi, nel provvedimento si parla infatti di 'omogeneizzazione delle retribuzioni'. I dirigenti saranno, infatti, sottoposti a valutazione, o meglio alla verifica dei risultati.

NOVITÀ SULL'INCOMPATIBILITÀ DI INCARICHI PUBBLICI. Il governo adotterà decreti legislativi integrativi sull'inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico.

UN SINGOLO DOCUMENTO PER L'AUTO. Un documento unico di circolazione dei veicoli, con la fusione tra Motorizzazione e Pra, anche al fine di contenere i costi connessi alla proprietà e alla circolazione dei veicoli e realizzare significativi risparmi di spesa per gli utenti.

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