Senato Della Repubblica 140711102749
VADEMECUM 11 Luglio Lug 2014 1027 11 luglio 2014

Riforma Senato: come cambia

Cento senatori: 95 eletti dai consigli regionali.

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Addio al Senato. Quello che lo sostituisce è destinato a mantenere il nome e poco altro.
Con l'approvazione da parte della commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama del disegno di legge sulle riforme, si completa l'assetto federalista avviato con il testo del 2001.
Mentre nulla cambia per la Camera, che mantiene i suoi 630 deputati e diventa l'unica assemblea legislativa (e anche l'unica a votare la fiducia al governo), il Senato è destinato a subire alcune modifiche, nei numeri e nelle funzioni. Ecco i punti principali.

1. Novantacinque eletti dai Consigli regionali più cinque nominati dal Colle

Giorgio Napolitano, presidente della Repubblica. © ImagoEconomica

La nuova assemblea di Palazzo Madama continua a chiamarsi Senato della Repubblica, ma è composta da 95 membri, eletti non dai cittadini bensì dai Consigli regionali (la durata del mandato coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali di cui fanno parte), più cinque nominati dal Capo dello Stato.
I 95 senatori sono ripartiti tra le Regioni sulla base del loro peso demografico. Quelle più piccole sono meno rappresentate, ma tutte portano almeno due membri (prima erano tre) a Palazzo Madama. «I consigli regionali e i consigli delle province autonome di Trento e di Bolzano», si legge nel testo, «eleggono i senatori fra i propri componenti e, nella misura di uno per ciascuno, fra i sindaci dei comuni dei rispettivi territori».

2. I seggi sono attribuiti con sistema proporzionale

Palazzo Madama, sede del Senato. © ImagoEconomica

Ma come vengono designati i nuovi senatori? Recita il testo: «Ogni consigliere regionale può votare per una sola lista di candidati, formata da consiglieri regionali e da un sindaco, collegati ad altrettanti candidati supplenti. Per la lista che ha ottenuto più voti, può essere esercitata l'opzione di eleggere il sindaco o, in alternativa, un consigliere regionale».
I seggi, e qui risiede una delle novità principali, «sono attribuiti con sistema proporzionale sulla base dei criteri stabiliti con legge costituzionale, tenuto conto della composizione di ciascun Consiglio regionale».

3. «Competenza legislativa piena» solo su riforme e leggi costituzionali

L'Aula del Senato della Repubblica. © ImagoEconomica

Veniamo alle funzioni. Il Senato ha competenza legislativa piena solo su riforme e leggi costituzionali. Può chiedere alla Camera la modifica di quelle ordinarie, ma Montecitorio non è obbligato a tener conto della richiesta. Su una serie di leggi che riguardano il rapporto tra Stato e Regioni, la Camera può non dar seguito alle richieste del Senato solo respingendolo a maggioranza assoluta.
Per quanto riguarda il presidente della Repubblica, viene eletto dai 630 deputati e i 100 senatori. Si alza il quorum: nei primi quattro scrutini servono i due terzi dei voti, nei successivi quattro i tre quinti, dal nono basta il 50%.

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