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POLITICA 11 Luglio Lug 2014 0845 11 luglio 2014

Riforme, Calderoli: «L'Italicum non passerà»

«È un Porcellinissimus. E sulla Costituzione niente accordi».

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Il senatore della Lega nord Roberto Calderoli.

La nuova legge elettorale è peggio del Porcellum, parola di Roberto Calderoli. «Rispetto all'Italicum la nostra vecchia legge elettorale, che ho definito una porcata, era un fiorellino. L'Italicum è un Porcellinissimus. Però un conto è la legge elettorale, altra cosa sono le regole della Costituzione che devono servire per i prossimi 50 anni. Allora su queste non si può seguire l'orto. Ma non vedo padri costituenti in giro...».
Calderoli, correlatore del disegno di legge costituzionale, in un'intervista a Repubblica, ha detto di aver dovuto «firmare per farmi dimettere dall'ospedale», per tornare a Roma. Senza le modifiche di giovedì 10 luglio in Commissione sul Senato, ha affermato, «ci sarebbe stata una preassegnazione dei seggi sulla base della consistenza numerica dei gruppi in consiglio regionale. Ma di fatto c'era un blocco, e a scegliere sarebbero stati i capigruppo consiliari. Ora è tutt'altra storia, è stato cambiato completamente, abbiamo evitato il pasticcio: sarà una legge a stabilire le regole, tenendo conto del voto espresso nell'elezione regionale».
«RENZI? NON MI PIACE LA POLITICA DEGLI ANNUNCI». Di chi era la colpa del 'pasticcio'? «Il governo aveva accolto la posizione di Forza Italia», ha spiegato Calderoli. «Renzi mi è simpatico», è il suo giudizio sul premier, «ma non mi piace la politica degli annunci. Prima vengono i risultati. E lo voglio vedere alla prova della legge di stabilità. Sulla riforma costituzionale ci vorranno 4 o 5 passaggi, il traguardo credo si raggiungerà a metà 2015». E sul negoziato con Silvio Berlusconi ha detto: «Sono inutili gli accordi bilaterali. Mi va su la pressione, quando sento parlare del 'patto del Nazareno'. Intanto nessuno ha mai capito cosa c'è dentro. E poi sulla Costituzione non si possono fare accordi».

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