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POLITICA 12 Luglio Lug 2014 2015 12 luglio 2014

Emilia-Romagna, Pd verso le primarie: sfida tra due renziani

È sfida tra Bonaccini e Richetti per la candidatura del post Errani.

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Vasco Errani con Matteo Renzi.

Il Partito democratico guarda già oltre Vasco Errani. Soprattutto dopo che per la successione del presidente della Regione Emilia Romagna dimessosi a seguito della condanna in Appello per la vicenda Terremerse è sfumata l'opzione del sottosegretario di Matteo Renzi Graziano Delrio.
VERSO LE PRIMARIE. Nel partito sono quindi aumentate le possibilità che si organizzino le primarie per scegliere il candidato del centrosinistra alla carica di governatore. La direzione regionale del Pd ha già preso la sua decisione, tanto che ha nominato una commissione che dovrà definire tempi e modi per candidarsi e per votare. Una delle date su cui si lavora, a titolo di ipotesi, è quella del 14 settembre: in ogni caso i tempi saranno strettissimi, con le vacanze in mezzo, ma anche con le feste dell'Unità che garantiranno alla competizione ed ai candidati visibilità e occasioni di dibattito.
SFIDA TRA RENZIANI. La sfida che va delineandosi è fra il segretario regionale del Pd Stefano Bonaccini, 47 anni, e il parlamentare modenese Matteo Richetti, 40 anni. Sfida fratricida: entrambi sono molto vicini al premier. E non è un mistero che i due non si stiano simpatici.
Richetti è cattolico e renziano della primissima ora. È stato presidente del Consiglio regionale e sui diritti civili ha posizioni molto conservatrici che potrebbero alienargli le simpatie dell'elettorato più laico e di sinistra. Ed è stato pure uno dei pochi componenti della direzione nazionale ad astenersi sull'adesione del Pd al Partito socialista europeo.
BONACCHINI VS RICHETTI. Bonaccini proviene, invece, dalla tradizione dei Democratici di sinistra: è stato un bersaniano di ferro, ma poi si è schierato con Renzi, del quale è diventato prima portavoce della campagna per le primarie, poi responsabile nazionale degli enti locali per il partito.
Bonaccini è quello che ha portato l'Emilia a Renzi e adesso vorrebbe che il premier consegnasse l'Emilia a lui.
DELRIO JOLLY DEL PREMIER. Rimangono per il momento sullo sfondo i possibili outsider: il sindaco di Imola Daniele Manca, l'ex primo cittadino di Forlì Roberto Balzani e la vicepresidente della Regione Simonetta Saliera.
A fermare tutto, però, potrebbe arrivare una decisione di Palazzo Chigi. Se Renzi decidesse di schierare il 'suo' Delrio allora salterebbero le primarie perché ai due principali candidati sarebbe chiesto di fare un passo indietro. Ma non è detto che il premier possa restare in disparte nel duello.

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