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POLITICA 12 Luglio Lug 2014 1230 12 luglio 2014

Nichi Vendola: «Frattura di Sel causata dal fascino di Renzi»

Il governatore: «In autunno riprenderemo il discorso col Pd».

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Roma: Nichi Vendola durante l'assemblea di Sinistra ecologia libertà (12 luglio 2014).

Il renzismo, Matteo Renzi e il suo fascino.
Tutto questo secondo Nichi Vendola «ha causato la frattura vera». Il resto? «Sono chiacchiere».
Con queste parole il leader di Sinistra ecologia libertà ha aperto il 12 luglio a Roma l'assemblea di Sel (senza simboli di partito).
AUTUNNO CALDO. Il presidente della Regione Puglia ha affermato che «per il prossimo autunno il senso dell'esistenza di Sel sia quello di avere i piedi ben piantati nel dolore dell'esistenza sociale».
E proprio in autunno il leader di Sel vorrebbe riaprire il discorso con il Pd, questa volta per un «cambiamento vero». Già da subito a Pippo Civati, impegnato a Livorno per la sua Politicamp, propone degli intergruppi per battaglie comuni in Parlamento.Vendola, che non disdegna un mea culpa su alcune questioni (come l'aver accettato l'idea di Bersani delle parlamentarie) tiene un'assemblea nazionale nel segno della pace in Medio Oriente dove da un lato fa emergere tutte le diversità con il Pd ma dall'altro prova a tendere la mano a Matteo Renzi. Anche come tentativo di «aprire una crepa nella legislatura» e vedere se è possibile «un'altra piattaforma di governo per ricostruire una coalizione fuori dalle piccole-larghe intese».
Perché, ha osservato, il centrosinistra «non c'è più; è stato demolito da un'alleanza tra Pd e centrodestra sotto l'egemonia dell'Europa». Per il momento però - si legge nel documento approvato all'unanimità dall'assemblea - «la nostra opposizione al governo Renzi sarà netta e determinata».
IL RIFERIMENTO AL MARXISMO. «Mi sono molto interrogato su quello che è accaduto», ha osservato Vendola. «Avevo il dovere di chiudere la partita emozionale e aprire quella politica, anche sui limiti della leadership di chi vi sta parlando». Citando il marxismo ha poi ricordato: «Io sento l'istinto primordiale a rimettere i piedi per terra. La rottura di Sel è stata ingigantita sui media. Noi siamo una variabile insopportabile: ci dicono che non siamo né carne né pesce, né sinistra di governo che si mette in ginocchio al fascino effervescente del nuovo sovrano né sinistra di opposizione che ritorna nella foresta; io pensavo che Sel fosse sinistra critica».
Ma «un errore lo abbiamo fatto: quello di non fermare la giostra per riflettere dopo la fine di Italia bene comune». Ora «non ci possiamo dividere tra apocalittici o integrati, tra chi vuole o no stare con il centrosinistra», semplicemente perché «il centrosinistra non c'è: è stato demolito da un'alleanza fra Pd e centrodestra sotto l'egemonia dell'Europa».

«L'Italicum persevera a aggrava l'esclusione delle minoranze»

Le riforme e la legge elettorale Vendola non le digerisce: per le prime parla di «patto con il caimano»; per le seconde di uno «scippo» agli italiani.
«Gli italiani continueranno a essere scippati della possibilità di scegliere i propri rappresentanti», ha detto criticando l'Italicum, che a suo avviso «persevera e aggrava l'esclusione delle minoranze». La democrazia «non può essere una dittatura della maggioranza. Noi pensiamo che il sovrano vada disturbato e vogliamo fare come il bambino nella fiaba e dire 'il re è nudo'».
«SINDACATI PRONTI A SCENDERE IN PIAZZA». Ha parlato di autunno caldo, per industrie e questione sociale (il lavoro è «muto»), e di «sindacati pronti a scendere rapidamente in piazza», oltre che di una «mobilitazione ad ottobre sulla controriforma della scuola». Ma soprattutto ha chiesto di ampliare la platea di chi vuole scagliarsi contro «il nuovo muro di Berlino, il muro dell'austerity». Un punto su cui c'è stata una «pantomima», una «dialettica superficiale», tra Renzi e Merkel. Ed è per questo che ha rimandato al prossimo autunno le battaglie più profonde, dopo una «cura minuta» di ricostruzione del partito a cominciare dal tesseramento fino all'ecologia dell'economia e alla conferenza programmatica, la «nostra Leopolda».
MANO TESA A CIVATI. Il prossimo passo di Sel, per «aprirsi», comincia da Civati a cui Vendola propone di costruire delle reti, dei coordinamenti, e degli intergruppi in parlamento (ma anche un settimanale on-line). Mentre il 19 è in programma l'incontro con la Lista Tsipras. Infine, lancia la sfida al Pd per le prossime elezioni regionali puntando su un nome per la Calabria, Giannetto Speranza.

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