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EUROPA 12 Luglio Lug 2014 2130 12 luglio 2014

Nomine Ue, Pse: «Tener conto dei social-democratici nelle sfide essenziali»

Conference call tra i socialisti per prepararsi al vertice del 16 luglio.

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Il premier Matteo Renzi.

I leader social-democratici dell'Unione europea - che nella mattinata di sabato 12 luglio hanno avuto una conference call per fare il punto della situazione in vista del Consiglio europeo straordinario del 16 luglio - auspicano che «la scelta delle persone tenga conto della presenza di social-democratici nelle sfide essenziali»: è quanto hanno riferito fonti dell'Eliseo commentando il colloquio telefonico, a cui hanno partecipato anche il presidente francese, François Hollande e il premier Matteo Renzi.
MOGHERINI VERSO LA PESC. Nella riunione del 16, inoltre, potrebbe arrivare il via libera a Federica Mogherini come nuovo Alto rappresentante della politica estera e della sicurezza dell'Ue.
Sempre secondo fonti dell'Eliseo, nel corso della conference call della mattinata, i leader del Pse hanno insistito sulla necessità di «continuare a portare la priorità della crescita e dell'occupazione sulla base dei progressi ottenuti».
PPE E LIBERALI CONTRO JUNCKER. Sul fronte opposto, tra i conservatori del Ppe e dei liberali europei, il Der Spiegel ha raccolto critiche e riserve sul programma del candidato alla presidenza della Commissione europea, Jean-Claude Junker a qualche giorno dalla sua possibile elezione.
NON TOCCARE LA TROIKA. Secondo un'anticipazione del settimanale, non piace per esempio la proposta di sostituire la Troika (delegazione che riunisce rappresentanti della Commissione Ue, della Banca centrale europea e del Fondo monetario internazionale e controlla la realizzazione delle riforme dei Paesi commissariati e sostenuti finanziariamente) con un organismo eletto democraticamente.
IL VETO SU MOSCOVICI. Mentre per i liberali è inaccettabile che Juncker sia favorevole alla nomina dell'ex ministro delle Finanze francese, il socialista Pierre Moscovici, come commissario monetario: «Se Juncker è seriamente a favore di queste proposte, noi non possiamo votarlo», ha detto Alexander Graf Lambsdorff, presidente del Fdp nell'europarlamento.

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