Boschi 140712212450
POLITICA 12 Luglio Lug 2014 2152 12 luglio 2014

Riforme costituzionali, i nodi da sciogliere

Le modifiche da discutere a Palazzo Madama.

  • ...

Immunità parlamentare, listino bloccato per l'elezione dei senatori da parte dei consigli regionali, taglio al numero dei deputati. Sono questi i principali nodi della riforma costituzionale sui quali l'assemblea del Senato potrebbe intervenire a partire da lunedì 14 luglio. Ecco una guida per capire come potrebbe cambiare il testo a Palazzo Madama.

L'aula di Palazzo Madama.

1. Immunità: per i senatori stesse garanzie dei deputati

Nel testo della riforma che lunedì dovrebbe arrivare in Aula è previsto che i componenti del nuovo Senato possano godere dell'immunità parlamentare negli stessi termini dei deputati. Quindi, niente arresto senza autorizzazione, obbligatoria anche per sottoporre un senatore a intercettazioni. Di fronte alla levata di scudi di M5s, Sel e minoranza Pd, la maggioranza potrebbe correggere il punto. Tre le soluzioni possibili: l'abolizione totale dell'immunità con il mantenimento della sola insindacabilità (lo scudo che protegge i parlamentari dai processi per reati di opinione); la possibilità per i magistrati di appellarsi alla Corte costituzionale se il Senato dice no agli arresti o alle intercettazioni di un senatore; l'assegnazione del compito di decidere sull'immunità a un giurì composto da ex presidenti della Corte costituzionale.

2. Elezione dei senatori: partenza con le liste bloccate

Il testo della riforma ha previsto che, in attesa di una legge ordinaria per regolare le modalità di elezione dei senatori da parte dei Consigli regionali, la prima elezione debba svolgersi con il meccanismo dei listini bloccati. Ma le liste bloccate suscitano parecchi malumori trasversali e potrebbero essere eliminate nel corso dell'esame dell'aula.

3. Numero dei deputati: possibile sforbiciata alla Camera

Quasi tutti i gruppi parlamentari del Senato hanno presentato emendamenti volti a tagliare il numero dei deputati. La richiesta non ha riguardato solo i cosiddetti frondisti interni al Pd. Un emendamento per tagliare i seggi a Montecitorio è stato firmato infatti da 50 senatori democratici: numero di gran lunga superiore a quello della minoranza raccolta intorno a Chiti e Mineo. Possibile quindi che l'Aula dica sì a una sforbiciata della Camera.

4. Leggi di iniziativa popolare: necessarie 250 mila firme

Il testo delle riforme ha alzato il numero di firme necessario per presentare alle Camere una legge d'iniziativa popolare, portandolo dalle attuali 50 mila a 250 mila. In cambio si assicura la certezza che le proposte presentate dai cittadini non vengano accantonate, ma debbao essere esaminate e votate. Il forte pressing in corso per una riduzione della soglia, ritenuta troppo alta, potrebbe però portare a 150 mila il numero di firme necessarie.

5. Referendum abrogativi: soglia da ritoccare

Anche i referendum abrogativi hanno visto salire il numero delle firme necessarie per essere presentati. La quota è stata innalzata a 500 mila, il governo aveva proposto 1 milione. Le forze politiche si sarebbero accordate per 800 mila, ma la cifra potrebbe essere ulteriormente ritoccata.

Correlati

Potresti esserti perso