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MEDIA E CHIESA 13 Luglio Lug 2014 1811 13 luglio 2014

Intervista a papa Francesco, Scalfari smentito di nuovo dal Vaticano

Padre Lombardi: «Frasi non dette dal pontefice».

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Eugenio Scalfari durante una puntata di Porta a porta. Alle sue spalle l'immagine di papa Francesco.

Scalfari-Vaticano puntata due. Ci risiamo, tra il fondatore del quotidiano la Repubblica e la Chiesa sono riemersi imbarazzi e incomprensioni.
Colpa del lungo articolo pubblicato in apertura del giornale il 13 luglio. Un «colloquio», come si usa dire ora, con papa Francesco. Che a quanto pare non è sinonimo di «intervista», nel senso di botta e risposta tra giornalista e interlocutore con fedele trascrizione dei virgolettati.
E così il portavoce vaticano Federico Lombardi si è affrettato a spiegare che non tutte le frasi riportate sono state pronunciate testualmente dal pontefice. In particolare «ciò vale per due affermazioni che hanno attirato molta attenzione e cioè che fra i pedofili vi siano ''cardinali'' e che il papa abbia affermato con sicurezza, a proposito del celibato, ''le soluzioni le troverò''».
ACCADDE ANCHE A OTTOBRE 2013. Insomma, un sequel del precedente fraintendimento di ottobre 2013. Bergoglio illustrò a la Repubblica i suoi piani per una riforma della Chiesa, il Vaticano prima pubblicò, poi tolse l'articolo dal proprio sito web ufficiale.
La conversazione era stata anche quella volta ''aggiustata'', come ammise poi lo stesso Eugenio Scalfari, che ricorda sempre come in 50 anni di interviste non abbia mai utilizzato il registratore.
«NON SI PARLI DI ''INTERVISTA''». A meno di un anno di distanza, è riaccaduto l'equivoco. Padre Lombardi ha chiarito che, come per il precedente, «non si può e non si deve parlare in alcun modo di ''intervista'' nel senso abituale del termine, come se si riportasse una serie di domande e di risposte che rispecchiano con fedeltà e certezza il pensiero preciso dell'interlocutore».
Certo, «si può ritenere che nell'insieme l'articolo riporti il senso e lo spirito del colloquio fra il Santo padre e Scalfari», ma «le singole espressioni riferite, nella formulazione riportata, non possono essere attribuite con sicurezza al papa».
«LETTORI INGENUI MANIPOLATI». Lombardi è arrivato persino a insinuare che «nell'articolo curiosamente, le virgolette vengono aperte prima, ma poi non vengono chiuse. Semplicemente mancano le virgolette di chiusura... Dimenticanza o esplicito riconoscimento che si sta facendo una manipolazione per i lettori ingenui».
In conclusione, niente «trascrizione precisa di una registrazione» e «tantomeno revisione da parte dell'interessato».
E nuovo piccolo caso diplomatico tra la stampa e il Vaticano, con gli stessi protagonisti del primo episodio.

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