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POLITICA 13 Luglio Lug 2014 0943 13 luglio 2014

Renzi: «I frondisti non si rassegnano a perdere l'indennità»

«Non accettano semplificazione».

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Matteo Renzi.

Non un «fantasista» o un «portiere fortunato, che para i rigori perché provoca l'avversario». In un' intervista sul Corriere della Sera, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, si è definito «un mediano che sta su tutti i palloni: lui si studia le carte».
«Ma è meglio che non lo abbiano compreso», ha scherzato Renzi, «così arrivo a fari spenti lì dove voglio arrivare, con buona pace di tutti i commentatori e dei professionisti della gufata. La mia lettura quotidiana», come l'ha chiamata il presidente del Consiglio, è il riassunto del Bilancio dello Stato.
«RIPRESA EUROPEA FRAGILE». «L'Italia commissariata dalla Troika? Mai e poi mai. È un' ipotesi che non esiste. Dirò la verità: io non vivo nel terrore dei mercati», ha assicurato. «L'Italia è molto più forte di come si racconta in sede internazionale», ha sottolineato.
«Il problema, però, è che la ripresa europea è fragile. Molto fragile. Non va tutto bene», ha chiarito, «è una situazione difficile, da gestire con grande responsabilità. Ma essere responsabili non significa essere catastrofisti».
Per avere la forza di cambiare il modello di politica economica della Ue, secondo Renzi «basato tanto sul rigore, e poco sulla crescita, dobbiamo dimostrare di essere capaci di cambiare prima il nostro Paese».
L'ATTACCO AI FRONDISTI. «Per questo», ha continuato, «è importante la riforma del Senato: dimostra che la classe politica non ha paura di cambiare se stessa. I frondisti? Vogliono affermare l’elezione diretta per poter dire che il Senato deve avere più poteri. Non si rassegnano», ha proseguito, «all’idea della semplificazione e del fatto che non ci sia indennità per i senatori. Inoltre, metto nel conto le resistenze fisiologiche e comprensibili delle burocrazie. Anche per questo, il risultato della Commissione è un passaggio straordinario. E non è che l’inizio. In questa settimana noi abbiamo lavorato su agenda digitale, riforma della pubblica amministrazione, servizio civile universale, riforma della giustizia».
«LE BANCHE DIANO SOLDI». Poi una stoccata ai banchieri: «Le banche non hanno più alibi, adesso sono piene di liquidità. Diano i soldi alle aziende, invece di lamentarsi. Navigano nei soldi, li spendano, grazie».
Tornando alla politica, su Grillo ha detto: «Organizzare proteste è il suo mestiere». E sulla possibilità che il patto con Berlusconi vacilli con la sentenza Ruby, ha risposto che «fino a questo momento non ha mai fatto venir meno la sua parola e il suo impegno: diamo a Cesare quel che è di Cesare».
Infine, un messaggio ai presidenti della Camere: «Spero che Boldrini e Grasso abbiano la forza di mettere un tetto a tutti i loro alti funzionari come abbiamo fatto noi con i manager di Stato e pure con i magistrati».

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