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POLEMICHE 13 Luglio Lug 2014 1600 13 luglio 2014

Riforme, Grillo attacca: «Renzi bradipo»

Il premier è accusato di finto decisionismo e immobilismo.

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Beppe Grillo.

La tregua è finita. O quantomeno è sospesa in attesa di una mossa del presidente del Consiglio Matteo Renzi. Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio sono tornati a stuzzicare il Pd e il premier, accusato di essere un decisionista a parole, incapace di cogliere l'opportunità di una convergenza con il Movimento 5 stelle per quanto riguarda le riforme e la legge elettorale.
M5S ALL'ATTACCO. In un post sul blog apparso il 13 luglio i due leader pentastellati non hanno usato - come al solito - giri di parole: «A Renzie bisogna riconoscere un grande merito: è imbattibile a menare il can per l'aia dietro a un apparente decisionismo». Decisionismo - hanno puntualizzato i due - che si è intravisto solo nelle pieghe dei discorsi e davanti alle telecamere».
«Il M5s ha messo alla prova la velocità di Renzie e ne ha constatato la lentezza da bradipo. Da settimane è stata data la nostra disponibilità a convergere sulla legge elettorale. Il M5s ha risposto alle richieste del Pd in tempo reale, il Pd ha fatto ammuina», si legge nel post.
ARRIVA L'ULTIMATUM. Le parole di Grillo e Casaleggio sono un ultimatum al governo Renzi: prendere o lasciare, altrimenti «lasceremo che la trattativa si sviluppi con la benedizione del Colle tra il noto pregiudicato, e forse da venerdì anche notocarcerato, e il bradipo fiorentino».

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