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MEDIO ORIENTE 14 Luglio Lug 2014 2128 14 luglio 2014

Gaza, l'Egitto chiede una tregua dal 15 luglio

L'Egitto propone un cessate il fuoco.

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Un carro armato israeliano nei pressi della Striscia di Gaza.

Dopo sette giorni di guerra, che hanno fatto oltre 170 vittime, è stato l'Egitto a proporre un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza a partire da martedì 15 luglio, alle ore 6.
La richiesta a israeliani e palestinesi di cessare le ostilità è arrivata prima dell'apertura di una riunione dei ministri degli Esteri della Lega araba, convocata d'urgenza al Cairo.
APERTURA DEI NEGOZIATI. L'iniziativa egiziana prevede la «cessazione totale delle ostilità aeree, marittime o terrestri» delle due parti e l'apertura dei negoziati sull'ingresso dei beni di prima necessità nella Striscia.
L'Egitto ha proposto inoltre di accogliere, entro 48 ore dall'entrata in vigore della tregua, delegazioni di alto livello israeliane e palestinesi per aprire i negoziati sul suo territorio.
RIUNIONE ISRAELIANA. Spiragli per un possibile accordo sono arrivati da parte di Tel Aviv.
Il gabinetto di sicurezza israeliano, è destinato ai riunirsi alle prime luci dell'alba del 15 luglio per discutere i termini della proposta di tregua avanzata dall'Egitto.
HAMAS RIGETTA L'IDEA. Hamas, che in primo tempo, era sembrata possibilista su un ipotetico cessate il fuoco, ha poi voluto dettare le sue condizioni, spiegando, tramite il suo portavoce, di respingere la proposta di cessate il fuoco fatta senza un accordo completo su Gaza.
Le Brigate Ezzedin al-Qassam, braccio armato del movimento islamista palestinese, hanno poi rifiutato la proposta egiziana, minacciando di «inasprire» ulteriormente il conflitto.
Anche la Lega araba, da parte sua, ha nuovamente chiesto alla comunità internazionale di mettere fine ai bombardamenti su Gaza.
PRESSING USA PER LA PACE. Mentre il segretario di Stato americano, John Kerry, è atteso nelle prossime ore al Cairo per discutere la situazione.
Gli Stati Uniti hanno tuttavia accolto favorevolmente la proposta egiziana per una tregua in Medio Oriente, augurandosi che «possa permettere il ritorno alla calma il più presto possibile».
«Kerry è in stretto dialogo con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, le autorità governative egiziane e il presidente palestinese Mahmoud Abbas», ha affermato la portavoce della diplomazia americana Jen Psaki in un comunicato. «Gli Stati Uniti restano impegnati a lavorare con loro e con tutti i nostri partner della regione per trovare una soluzione a questa situazione pericolosa e instabile».

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