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CONCORDIA 14 Luglio Lug 2014 1826 14 luglio 2014

Giglio, Rossi a Galletti: «Lasci stare le vittime»

Il presidente della Toscana: «Sia più cauto nelle dichiarazioni».

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Gianluca Galletti, ministro dell'Ambiente.

Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha attaccato il ministro dell'Ambiente Gianluca Galletti, a proposito delle vittime del disastro della Concordia, le cui operazioni di rigalleggiamento sono iniziate il 14 luglio.
Rossi ha fatto da controcanto all'entusiasmo per la riuscita dell'operazione: «Costa non è tutta questa eroica società, perché ha combinato un disastro in cui sono morte 32 persone. Fa specie che tutto si trasformi in spettacolo e in un business. È giunto il momento che l'isola sia finalmente libera».
«NON C'È NIENTE DA FESTEGGIARE». Un'uscita che non è piaciuta al ministro per l'ambiente, Gianluca Galletti, che è arrivato il 13 luglio al Giglio per seguire le operazioni di recupero del relitto, partecipando in serata alla fiaccolata in memoria dei 32 morti del naufragio. «Qualcuno della Regione poteva essere con noi a ricordare le vittime», ha risposto il ministro a Rossi. «Noi c'eravamo. Non è una critica, ma non accetto nemmeno critiche in senso inverso. Basta polemiche. Ho sempre detto che qua non c'è niente da festeggiare. Niente e nessuno potrà mai ripagare le famiglie delle vittime».
«LA REGIONE TOSCANA SEMPRE PRESENTE». Il presidente della Toscana ha replicato: «Mi permetto di consigliare al ministro Galletti un po' di cautela nelle sue dichiarazioni. E se proprio deve farle, lasci stare le vittime della Concordia. Noi continueremo ad esserci anche quando il ministro Galletti, spenti i riflettori che lo illuminano, se ne ritornerà a Roma», ha affermato Rossi.
La Regione Toscana», ha ricordato, «è sempre stata presente ai massimi livelli o con suoi rappresentanti nelle fasi di soccorso e di recupero e nelle commemorazioni».
POLEMICA SU PIOMBINO. Poi, con una punta di sarcasmo: «Auguriamo una 'buona navigazione'» del relitto verso Genova, «visto che hanno fatto una scelta che presenta rischi dal punto di vista ambientale ben superiori rispetto all'ipotesi Piombino». Rossi voleva infatti che lo smantellamento della Concordia avvenisse alla Lucchini, per dare fiato all'acciaieria in difficoltà. Ma c'è stato il 'problema porto', non ancora pronto per accogliere il relitto.
E non solo: qualora infatti il porto fosse stato pronto a settembre, come sostenuto dalla Toscana, le strutture per la demolizione, a detta di Costa che ha visionato il progetto e lo ha scartato, non sarebbero state pronte prima dell'anno prossimo. «Per Piombino il governo ha fatto uno sforzo enorme», si è limitato a ricordare Galletti, «con un accordo di programma da 220 milioni. Siamo contenti di averlo fatto per il rilancio della città».

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