Federica Mogherini 140714115356
DIPLOMAZIA 14 Luglio Lug 2014 0850 14 luglio 2014

Nomine Ue, veto da Est contro Mogherini

Dopo l'accusa del Financial Times di eccessiva vicinanza alla Russia.

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Il ministro degli Esteri Federica Mogherini.

L'Europa dell'Est contro Federica Mogherini. Un gruppo di Paesi starebbe tentando di impedire che la poltrona di Alto rappresentante Ue sia assegnata all'Italia, biasimando Roma per non aver preso una posizione abbastanza dura nei confronti della Russia rispetto alle tensioni e agli scontri militari in Ucraina. Tra gli oppositori ci sono Lettonia, Estonia, Lituania e Polonia, forti sostenitori di sanzioni dure contro il Cremlino.
NODO SOUTH STREAM. I motivi ufficiali della campagna contro Mogherini sarebbero sostanzialmente due: la sua recente visita, anche a nome della presidenza italiana della Ue, al ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov; e le dichiarazioni filtrate poco dopo da fonti governative di Mosca sul gasdotto South Stream: «Il gasdotto South Stream si farà». In due anni, passando dal fondo del Mar Nero a Vienna, con il pieno appoggio politico del governo italiano e con quello tecnico dell’Eni.
L'UNIONE HA BLOCCATO IL PROGETTO. L’Unione europea, però, ha bloccato in Bulgaria il progetto del gasdotto, considerato un mezzo per danneggiare l’Ucraina e per controllare attraverso le forniture di gas metà dell’Europa. Sanzioni contro gli interessi economici, oltre che diplomatici, di Mosca sono state esaminate e rimangono ancora in discussione.
POSSIBILE CONVERGENZA SULLA BULGARA GEORGIEVA. Se la nomina dell'attuale capo della Farnesina a commissairo europeo per la politica estera venisse bloccata, è possibile che anche quelle del polacco Radoslaw Sikorski e dello svedese Carl Bildt, fautori della linea dura contro Mosca, vengano scartate. Il consenso allora potrebbe convergere, secondo le indiscrezioni pubblicate dal Financial Times, sulla bulgara Kristalina Georgieva, commissario uscente agli aiuti umanitari ed ex esponente della Banca mondiale.
L'ITALIA RESPINGE LE ACCUSE. Sempre secondo il Financial Times, la linea morbida di Roma rispetto al Cremlino sarebbe funzionale a proteggere i propri interessi economici nazionali: «Sembra che il Cremlino abbia messo Roma sotto un'azione di lobbying particolarmente intensa», ha scritto il quotidiano inglese, aggiungendo che «le aziende italiane sono esposte sul fronte della Russia e preferirebbero non assistere ad un'escalation delle sanzioni». L'Italia però ha respinto le accuse, e ha sottolineato di essere in linea con le posizioni di Francia e Germania rispetto all'atteggiamento e ai provvedimenti da prendere contro la Russia.

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