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POLITICA 14 Luglio Lug 2014 0930 14 luglio 2014

Riforme, Boschi: «Via l'immunità solo con intesa comune»

Il ministro: «Modifiche a nuovo Senato con ok dei partiti del patto».

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Maria Elena Boschi.

Modifiche alla riforma del Senato sono possibili «con l'accordo di tutti i partiti che hanno concorso a definire la riforma» e questo vale «anche sull'immunità» dove «esistono varie ipotesi sul tappeto compreso il ritorno all'insindacabilità che era prevista dal testo originario del governo». Lo ha affermato il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi in un'intervista al Messaggero.
Altre modifiche? «Quella più importante potrebbe riguardare i poteri del Senato sull'esame della legge di Bilancio. Forse dovremo trovare un equilibrio diverso con la Camera», ha spiegato il ministro, per «facilitare l'approvazione di una legge».
«NEL PD LE RAGIONI DEL DISSENSO DI SONO RIDOTTE». La Boschi si è soffermata poi sui dissidenti del suo partito: «L'ineleggibilità è rimasto l'unico tema di dissenso sul tappeto. Francamente mi auguro che il Pd possa votare unitariamente».
«Le ragioni del dissenso si sono molto ridotte tant'è vero che anche i 'dissidenti' non sono favorevoli al bicameralismo perfetto e al potere di fiducia del Senato. Dunque, desidero ripeterlo, esistono le condizioni per un voto unitario».
«RISCHIO AUTORITARISMO? NON LO VEDO». Rischio autoritarismo? «Io questi pericoli non li vedo», ha proseguito Boschi. «E poi parlano i fatti: la riforma prevede un diverso quorum per l'elezione del capo dello Stato proprio per aumentare le garanzie democratiche», ha spiegato. «Il quorum per l'approvazione del referendum è stato abbassato e il Senato manterrà un ruolo nell'elezione dei membri del Csm e della Consulta».
ITALICUM: «SPERO NEL VIA LIBERA IN COMMISSIONE PRIMA DELL'ESTATE». Quanto all'ipotesi di tagliare il numero dei deputati, «penso», ha detto il ministro «che una Camera con 630 eletti e un Senato di 100 membri in massima parte espressione delle autonomie locali consentano un buon equilibrio della rappresentanza territoriale». Per quanto riguarda i tempi, «spero nell'approvazione dell'Italicum da parte della Commissione prima della pausa estiva, non credo che faremo in tempo anche ad ottenere il voto dell'Aula di Palazzo Madama».

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