Riforme Matteo Renzi 140625185223
POLITICA 14 Luglio Lug 2014 1833 14 luglio 2014

Riforme, Renzi risponde al M5s

«Ci vediamo giovedì o venerdì. In streaming».

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Lo streaming dell'incontro tra Partito democratico e Movimento 5 stelle seguito in sala stampa (25 giugno 2014).

Cronoprogramma, nuovi appuntamenti, risposte concrete e un pizzico d'ironia.
Con tempi di reazione non proprio da velocisti, alla fine la replica del Partito democratico al Movimento 5 stelle (che aveva detto 10 sì alle proposte del Pd) è arrivata.
Beppe Grillo aveva accusato Matteo Renzi di essere un bradipo, il ministro Maria Elena Boschi si era detta sicura che il tavolo sarebbe rimasto aperto. E così in effetti sembra essere andata.
«OK LO STREAMING». «Siamo d'accordo nell'incontrarci di nuovo e vi diamo la disponibilità per le giornate di giovedì o venerdì. Va bene presso la Camera, va bene in streaming, fateci sapere», è stato il nuovo invito dei renziani, che hanno definito «molto interessante» la lettera ricevuta.
Quindi il capitolo timing: secondo il Pd l'approvazione definitiva della riforma costituzionale deve avvenire nel 2015 «per poi procedere all'eventuale referendum».

«NON GUARDIAMO IN FACCIA A NESSUNO». I dem hanno poi riconosciuto ai grillini lo status di interlocutore autorevole: «La vostra posizione sull'immunità è molto seria. Siamo pronti a discuterne, anche con gli altri partiti. Come sapete noi non guardiamo in faccia a nessuno e abbiamo votato per l'arresto anche di nostri colleghi».

«SIETE D'ACCORDO QUASI SU TUTTO». Non sono mancate alcune punzecchiature del Pd: «Ci pare che l'unico punto di discussione sul Senato verta sul fatto che la vostra richiesta è di scegliere i 74 consiglieri regionali che siederanno anche in Senato con l'elezione di primo livello anziché con l'elezione di secondo livello». E quindi la riforma costituzionale «sarà anche un attentato alla democrazia, ma rischia di vedervi d'accordo su quasi tutti i punti».
Renzi non sembra, in ogni caso, avere alcuna intenzione di venire meno al patto del Nazareno. Ma è consapevole che Silvio Berlusconi, tra problemi giudiziari e mal di pancia interni, potrebbe in ogni momento strappare l'accordo. Per questo, il premier ha scelto di tenere aperta la porta del confronto col M5s.
DIALOGO NON ESCLUDE LOTTA POLITICA. Nelle pieghe della lettera è chiaro che l'apertura al dialogo «con quanti di voi vogliono il confronto» non esclude la lotta politica, come quando Renzi evidenzia l'incoerenza tra l'annuncio M5s delle barricate in Aula e il fatto che in un analisi di merito i grillini non condividono solo il punto dell'elezione indiretta dei consiglieri regionali. O come quando, battendo il tasto della governabilità, esclude maggioranze ballerine, «in balia dell'aspirina o», ha ironizzato, «se la citazione vi ricorda qualcuno, del Maalox», cioè quello che si prese Beppe Grillo per digerire la sconfitta alle elezioni europee.
LE SOGLIE NON SI TOCCANO. Per quanto riguarda l'Italicum, invece, di modifiche sostanziali sulla soglia di sbarramento, ora al 4,5%, non se ne parla, ha lasciato intendere il premier, rintuzzando i malumori dentro il Pd e nel Nuovo centrodestra.

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