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PROCESSO 14 Luglio Lug 2014 1028 14 luglio 2014

Ruby, Silvio Berlusconi racconta la sua verità

Il Cav spiega: «Niente scene hot nella villa di Arcore».

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Karima El Mahroug e Silvio Berlusconi.

A pochi giorni dalla sentenza d'Appello dei giudici di Milano sul caso Ruby, Silvio Berlusconi ha voluto raccontare la sua verità.
Lo ha fatto attraverso dichiarazioni spontanee raccolte da Il Giornale.it, in cui ha parlato anche delle ormai celebri serate ad Arcore.
BATTUTE E CANZONI. L'ex Cav ha spiegato che «le cene si svolgevano in una grande sala da pranzo, io al centro della tavolata monopolizzavo la conversazione parlando di tutto: di politica, di sport, di cinema, di televisione, di gossip e mi divertivo confezionando battute e cantando le canzoni del mio repertorio giovanile e quelle scritte da me in collaborazione con Mariano Apicella».
SPETTACOLI CON MUSICA E COSTUMI. Ma guai a parlare di episodi più 'spinti': «Dopo la cena alcune volte le mie ospiti organizzavano nel teatro della residenza degli spettacoli con musica e costumi, spettacoli che non avevano alcunché di volgare e scandaloso», ha aggiunto Berlusconi.
«Posso quindi escludere con assoluta tranquillità che si siano mai svolte scene di tipo sessuale imbarazzanti».
TELEFONATA PER CHIEDERE INFORMAZIONI. Quanto alla famosa telefonata alla questura di Milano fra il 27 e il 28 maggio 2010, il leader di Forza Italia ha smentito qualsiasi intesesse a chiedere «comportamenti diversi da quelli previsti dalla legge. Non ho svolto mai alcuna pressione nei confronti del funzionario della questura che ho avuto al telefono, al quale, come da lui stesso affermato, mi sono limitato a dare e a chiedere con assoluta gentilezza una semplice informazione», ha affermato Berlusconi. «Ipotizzare che volessi mantenere segreto lo svolgimento di quelle serate è palesemente risibile».
Per il leader di Forza Italia «è fuori da ogni logica e da ogni ragionevolezza collegare la mia telefonata del 27 maggio in questura al timore che Ruby potesse raccontare qualcosa di segreto o di scandaloso su queste serate».
MOSTRUOSA OPERAZIONE DI DIFFAMAZIONE. Il processo, secondo Berlusconi, ha prodotto «una mostruosa operazione di diffamazione internazionale per me e per le mie ospiti. Se in un Paese non ci fosse più la certezza dell'imparzialità dei giudici, questo Paese sarebbe un Paese incivile, barbaro, invivibile e non sarebbe nemmeno più una vera democrazia. Io credo invece che in Italia, il mio Paese, il Paese che amo, il Paese che tutti noi amiamo, debba ritornare ad esserci la certezza sull'imparzialità dei giudici».

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