Raffaele Cantone Presidente 140612091549
LINEA DURA 15 Luglio Lug 2014 2212 15 luglio 2014

Corruzione, Cantone: «Stop al contratto se emerge»

Il n.1 dell'Anticorruzione sigla il protocollo di legalità con Alfano.

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Raffaele Cantone, presidente dell'autorità anticorruzione.

Linea dura contro i 'furbetti' nella gare pubbliche.
Il presidente dell'Autorità anticorruzione Raffaele Cantone ha spiegato che «la stazione appaltante dovrà applicare la risoluzione del contratto in presenza di fatti corruttivi».
PROTOCOLLO VALIDO PER EXPO. Si tratta della novità più importante del protocollo d'intesa siglato al Viminale col ministro dell'Interno, Angelino Alfano.
Cantone si è poi soffermato sul caso Expo: «Ho raccomandato alla società Expo di firmare subito il protocollo di legalità in modo che in tutti i bandi futuri sia prevista la risoluzione del contratto in presenza di fatti corruttivi: questa regola avrebbe evitato tanti problemi verificatisi finora».
«RIVOLUZIONE COPERNICANA». Cantone ha definito la norma «una rivoluzione copernicana: si utilizzano degli istituti nati per contrastare la mafia in funzione anticorruzione. Prima la risoluzione del contratto era legata all'omessa denuncia di un'estorsione».
L'idea delle Linee Guida contenute nel protocollo siglato oggi, ha spiegato il n.1 dell'Anticorruzione «è quella di valorizzare il rapporto tra prefetture e l'Anac. Le prefetture diventano un ausilio per gli enti locali che stanno incontrando enormi difficoltà ad applicare la legge anticorruzione»
«STESSE MISURE DEI MAFIOSI». Sulla stessa linea di Cantone il ministro dell'Interno Alfano. Il politico del Nuovo centrodestra ha ribadito che «Attueremo la linea dura contro i corrotti, usando le stesse misure di prevenzione previste per i mafiosi».
L'ex ministro della Giustizia ha messo in evidenza come «una gara d'appalto truccata è un attentato alla libera concorrenza ed al funzionamento del mercato. Noi dobbiamo intervenute in tempo contro i ladri e, allo stesso tempo, non fermare le opere per fare in modo che la collettività non abbia a subire un danno».

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