Senato 140716000613
PROPOSTE DI MODIFICA 15 Luglio Lug 2014 2157 15 luglio 2014

Riforme, la carica dei frondisti: 7 mila emendamenti

Ostruzionismo sul ddl Boschi.

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Luigi Zanda, Anna Finocchiaro e Roberto Calderoli in Senato durante l'esame del ddl sulle riforme.

Una grandinata di emendamenti che rischia di ammaccare il patto del Nazareno.
L'ostruzionismo con cui devono fare i conti le riforme costituzionali del governo Renzi è imponente: sono state oltre 7 mila le proposte di modifica presentate nell'Aula del Senato.
Circa 6 mila soltanto da Sinistra ecologia e libertà. La scadenza era fissata alle ore 20.
E dopo questo termine ultimo Matteo Renzi e Silvio Berlusconi hanno capito di avere a che fare con una nutrita pattuglia di frondisti all'interno dei rispettivi partiti.
UN MIGLIAIO DA FI E GAL. E pensare che l'ex Cavaliere aveva chiesto ai suoi di «dargli fiducia» ancora una volta, blindando l'intesa con il premier.
Ma Forza Italia l'ha 'tradito' comunque. Sarebbero quasi un migliaio gli emendamenti firmati dai dissidenti di Fi e da Gal al pacchetto in discussione al Senato.
LA MINORANZA DEM INSISTE. Renzi - che durante l'assemblea in serata ha chiesto «lealtà e tempi stretti» - non è riuscito a 'neutralizzare' il malcontento della minoranza dem: 16 senatori del Pd hanno depositato circa 55 emendamenti al ddl.
La novità riguarda il primo firmatario: non è sempre Vannino Chiti, come in Commissione, ma a ciascuno dei 16 ne è stato affidato qualcuno, in modo che lo possa illustrare in Aula.
Rilanciate le battaglie condotte in Commissione, come l'elezione diretta del Senato e sue maggiori competenze.
NEL MIRINO ANCHE L'IMMUNITÀ. Temi che, assieme alla riduzione del numero dei deputati e all'immunità, sono quelli su cui maggiormente insistono le manovre di ostruzione dei partiti.
Sono 100 invece, le modifiche avanzate dalla Lega, 14 quelle del Nuovo centrodestra.
Il Carroccio vuole 'strappare' maggiori competenze per le Regioni, ma preoccupa il voltafaccia rispetto al patto con la maggioranza. Il governo anche così avrebbe i numeri in Aula, ma se si apre un ostruzionismo duro il rischio è di rimanere impantanati per giorni in parlamento.
CHIESTO UN REFERENDUM ANCHE COI 2/3. Un emendamento trasversale, a firma Paolo Naccarato (ex Ncd, ora Gal) e sottoscritto da 30 senatori, chiede di sottoporre il disegno di legge Boschi a un referendum anche nel caso in cui venisse approvata con la maggioranza qualificata dei due terzi.
M5S, DAGLI ATTACCHI AL DIALOGO. Dal Movimento 5 stelle doppio atteggiamento: aggressivi in Aula fino al limite dell'insulto, ma disponibili al confronto nella nuova lettera di risposta al Pd.
Prima hanno attaccato il ministro Maria Elena Boschi e il premier Renzi, tanto che il Pd Miguel Gotor è sbottato: «Mi vergogno di condividere lo scranno da senatore con voi».
Ma dall'altro lato nel nuovo capitolo dell'epistolario con i dem, i grillini hanno detto di apprezzare la disponibilità del Pd a cambiare l'immunità, e soprattutto sono venuti incontro a Renzi su due punti: celerità sui tempi di approvazione della legge elettorale e governabilità che il premier aveva indicato come punto essenziale di una futura riforma elettorale. L'incontro è confermato per giovedì 17 luglio.

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