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PROCESSO 15 Luglio Lug 2014 1500 15 luglio 2014

Ruby, difesa del Cav: «Condanna su opinioni»

Il legale Dinacci: «I giudici si basano su presunte prove».

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Silvio Berlusconi e Ruby. Sullo sfondo il tribunale di Milano.

Sul caso Ruby si giocano in aula le ultime chance di assoluzione per Silvio Berlusconi. Dopo la condanna a sette anni di reclusione la Procura Generale di Milano ha chiesto la conferma,.
E il 15 luglio è andata in scena l'arringa difensiva di uno due legali dell'ex premier, Filippo Dinacci, che davanti ai giudici della seconda sezione penale ha spiegato che la condanna è basata non su prove «ma su un convincimento su presunte prove», in sostanza su delle «opinioni».
INTERCETTAZIONI INUTILIZZABILI. Il legale ha anche chiarito che le intercettazioni usate come prove nel procedimento per concussione e prostituzione minorile devono essere dichiarate «inutilizzabili» perché, da codice, non si potevano disporre per il reato di induzione alla prostituzione, come invece è stato fatto dagli inquirenti.
Secondo la difesa, rappresentata anche dal professore Franco Coppi (l'arringa prosegue anche il 16 luglio), in questo procedimento «c'è un vizio lampante ed è la carenza di fedeltà ai principi del processo, perché il processo deve essere basato sui fatti e sulle prove non sulle opinioni».
«NO A VIOLAZIONE DEL GIUSTO PROCESSO». Dinacci ha richiamato più volte le normative europee e le decisioni della Corte europea dei diritti dell'uomo, spiegando che «l'Europa ci guarda e non può essere violato il principio del giusto processo».
Sempre sulle intercettazioni, secondo Dinacci, con il ritardo nelle registrazioni sul server della Procura è stato violato «il principio di legalità», mentre i tabulati telefonici si possono acquisire solo per «reati molto gravi come il terrorismo».
«NON DIMOSTRATO RAPPORTO SESSUALE». Nella seconda parte dell'arringa Dinacci ha ribadito che «non è stato dimostrato il rapporto sessuale» tra Silvio Berlusconi e Ruby, e sono state usate «scorciatoie probatorie» per sostenere che l'ex premier fosse a conoscenza del fatto che la ragazza fosse minorenne.
Il legale, ha affermato che «da questa impostazione probatoria non ci sono elementi per cui si può condannare» e ha aggiunto che «in questo processo bisogna prendere con le pinze tutto».
«SENTENZA DI PRIMO GRADO NON PUÒ FUNZIONARE». Secondo il difensore, inoltre, la sentenza di primo grado «non può funzionare» in quanto ha tentato di arrivare a «un concetto di prostituzione tramite la definizione di serate allegre. Ci vuole qualche elemento in più e bisogna dimostrare che in queste serate allegre ad Arcore c'era Ruby, e che lei era parte attiva».
«Qui ci sono solo presunzioni, non c'è prova e non si può condannare su questi presupposti», ha detto Dinacci.
«DA RUBY FANTASIE AUTISTICHE». Il legale di Berlusconi non ha lesinato parole dure contro Ruby, definita «una persona disonesta con le istituzioni e con gli altri, non credibile e che, come spiegato anche da psicologi e operatori sentiti in aula, soffre della tendenza a fantasticherie autistiche».

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