Romano Prodi 140716152653
DEPOSIZIONE 16 Luglio Lug 2014 1506 16 luglio 2014

Compravendita senatori, Prodi: «C'erano chiacchiere continue»

«Trattativa per farmi cadere? Se ne parlò».

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Romano Prodi.

Non sapeva nulla, a parte qualche «chiacchiera».
Se fosse stato davvero informato, a quest'ora sarebbe «ancora presidente del Consiglio», è stata la battuta sfornata.
L'ex premier Romano Prodi ha deposto il 16 luglio in qualità di testimone al processo davanti al tribunale di Napoli per la presunta compravendita di senatori.
Quella che avrebbe causato la caduta del suo governo nel 2008.
«NON FUI MAI INFORMATO». Prodi non era al corrente del tentativo del centrodestra di sottrarre senatori alla sua maggioranza. Quello che gli arrivava era un «chiacchiericcio continuo» sulle presunte trattative, ha detto rispondendo alle domande dei pm Vincenzo Piscitelli e Fabrizio Vanorio.
Rumor sui quali non si soffermava: non è stato mai informato di cose precise.
LETTERA DEL 2013 AGLI ATTI. Prodi ha anche sottolineato di avere avuto contezza della vicenda solo quando, il 12 giugno del 2013, l'ex senatore Sergio De Gregorio (che secondo l'accusa sarebbe stato corrotto da Silvio Berlusconi per passare nelle file del centrodestra) gli inviò una lettera con una richiesta di perdono nella quale l'autore sosteneva di aver tradito il mandato degli elettori dicendosi offuscato da logiche di danaro e di potere. La lettera, con la risposta che Prodi inviò a De Gregorio, è stata acquisita agli atti del processo.

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