Beatrice Lorenzin
SALUTE 16 Luglio Lug 2014 1014 16 luglio 2014

Esenzioni sui ticket sanitari, verso il riequilibrio del sistema

Ipotesi di agganciarlo al reddito.

  • ...

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

I ticket sanitari, specialmente quelli su visite specialistiche e accertamenti diagnostici, sono cari. Le stime parlamentari parlano di 30,3 miliardi di euro spesi ogni anno di tasca propria dai cittadini per curarsi. Ma la metà degli italiani non paga i ticket perché è esente per reddito o per patologia (in quest'ultimo caso vale anche per i milionari).
FRANCHIGIA IN BASE ALL'ISEE. Il governo, il parlamento e le Regioni stanno quindi pensando di cambiare questo sistema pieno di contraddizioni: le Commissioni Affari Sociali e Bilancio della Camera, nel documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sulla sostenibilità economica del nostro Servizio sanitario pubblico, hanno proposto un meccanismo di pagamento a franchigia, proporzionato al reddito Isee, l’indicatore dell’effettiva ricchezza delle famiglie.
TETTO DI REDDITO PER TUTTI. Come spiegato da La Stampa, a seconda del reddito verrebbe fissata una soglia. Fino a quella cifra si paga, quando si comincia a spendere oltre in corso d’anno ci pensa lo Stato. Per ora l’idea è di considerare «la condizione reddituale e la composizione del nucleo familiare», lasciando da parte il reddito Isee, ma fissando comunque un tetto di reddito anche agli esenti per patologia.
Questa idea nasce perché chi non paga consuma l’80% delle prestazioni e perché le esenzioni per patologia (il 50% del totale) non contemplano nessun limite di reddito.
CETI DEBOLI PENALIZZATI. I maggiori introiti servirebbero così ad abbassare i super ticket su visite e analisi, che «hanno fatto rinunciare alle cure 9 milioni di italiani» secondo il presidente della Commissione Affari Sociali, Pierpaolo Vargiu. «Illudendosi di poter continuare ad offrire tutto gratis a tutti si finge di non vedere che fuori dalla coperta stanno finendo proprio i ceti più deboli».

Articoli Correlati

Potresti esserti perso