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SCENARIO 16 Luglio Lug 2014 0630 16 luglio 2014

Gaza, le nuove alleanze in Medio Oriente

Hamas scarica l'Egitto per Turchia e Qatar.

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Israele forte, ma isolato come mai prima d'ora. Hamas e Jihad islamica in sofferenza a Gaza, ma combattive, grazie agli sponsor che, grazie al doppio binario politico scelto finora, permettono alle due formazioni islamiste sostegno da entrambe le confessioni dell'Islam: quella sunnita e quella sciita.
Sia Hamas sia i rivali di Jihad islamica, infatti, che nella guerra a Israele tornano sempre avvicinarsi, sono filiazioni dei Fratelli musulmani sunniti egiziani.
L'ASSE CON IRAN E HEZBOLLAH. Strategicamente, però, a est del Sinai possono contare sull'appoggio finanziario e militare dell'Iran sciita e di Hezbollah, la sua estensione libanese.
Così, da una parte Gaza ha potuto fare uso di nuovi razzi a lunga gittata e droni riforniti da Teheran, attraverso il Mar Rosso e il Sinai, dal corridoio di armi siriano e libanese e anche prodotti in proprio, grazie al know-how dei Guardiani della Rivoluzione (Pasdaran). Dall'altra, grazie all'ultimo scampolo di Primavera araba, in questi anni Hamas ha potuto godere anche dell'appoggio della breve stagione della Fratellanza musulmana al potere in Egitto. E dei suoi all'epoca maggiori sponsor: Turchia e Qatar.
L'ASSE QATAR-IRAN. È questa, alla fine, la vera novità dell'ultimo conflitto che, contro l'Egitto dei generali, vede avvicinarsi, loro malgrado, Qatar e Iran, nella causa palestinese. Hamas che rifiuta la tregua dei golpisti egiziani (amici dei sauditi e di Israele), accettata da Tel Aviv, e chiede che per la prima volta siano Turchia e Qatar a mediare è lo specchio dell'inedito riposizionamento in corso.
Ecco le cinque tappe del cordone di sicurezza che si è creato attorno a Hamas.

1. Qatar contro sauditi: la competizione tra i sunniti del Golfo

Il fumo dei razzi sparati verso Israele dalla Striscia di Gaza (Getty Images).

Da mesi di parla della lotta di quartiere tra gli Stati del Golfo, rivali nella guerra di potere per l'influenza in Nord Africa e in Medio Oriente e, in particola modo, spaccati sulla Fratellanza musulmana.
Manovratore della Primavera araba allo scopo di conquistare territori, il Qatar ha finanziato le rivolte in Libia, Egitto e Siria, arrivando ad appoggiare, insieme con la Turchia, anche formazioni estremiste come al Nusra.
IL BANDO ALLA FRATELLANZA. Viceversa, i sauditi di Riad hanno foraggiato i gruppi estremisti (talvolta anche gli stessi del Qatar), per conservare lo status quo, arrivando a finanziare la contro-rivoluzione dei militari in Egitto e dichiarare, in linea con il Cairo, la Fratellanza musulmana «formazione terroristica».

2. Hamas e la Fratellanza egiziana: guerra ai militari del Cairo

Per garantire la stabilità a Israele, da supporter del presidente egiziano e leader della Fratellanza musulmana Mohamed Morsi, gli Stati Uniti si sono ricompattati sull'asse israeliano e saudita, plaudendo al golpe dei militari del luglio 2013.
Ma, con Morsi al potere, per un anno Hamas ha potuto importare, dal Mar Rosso e attraverso il Sinai, ingenti quantità di armi iraniane dai tunnel di Rafah, mediando, come in passato, tregue e il rilascio degli ostaggi attraverso il Cairo.
TREGUA IMPOSSIBILE. Quest'estate, di conseguenza, non accetterà mai di firmare un cessate il fuoco con il presidente Abdul Fatah al Sisi, regista del bando ai Fratelli musulmani, democraticamente eletti al governo.
Da lì l'apertura degli islamisti di Gaza ai vecchi sponsor dei Fratelli musulmani della Primavera araba.

3. Dalla Flotilla alla guerra: la Turchia di Erdogan con Gaza

Un soldato israeliano presidia i confini con la Striscia di Gaza (Getty Images).

Il Qatar e la Turchia, che nel 2011 andavano a braccetto con gli interventisti francesi e inglesi in Nord Africa, sono tornati a farsi vivi nella Striscia.
Con Ankara Hamas ha una simpatia consolidata, da quando, dopo la strage del 2010 dell'ammiraglia turca Mavi Marmara della Freedom Flotilla (nove morti e 70 feriti per lo scontro con le forze israeliane), il premier turco Recep Tayyip Erdogan dichiarò: «Il sanguinoso massacro contro le navi che portavano aiuti umanitari verso Gaza merita qualsiasi tipo di maledizione e condanna».
ERDOGAN CONTRO TEL AVIV. Ad aprile 2014, per la vittoria di Erdogan alle Amministrative, la popolazione della Striscia ha sventolato bandiere turche a festa e Hamas brindato al «grande giorno per l'Islam». E con i raid di luglio Ankara, che ha in corso un programma di 2,5 milioni di dollari verso Gaza, ha tuonato: «È morto qualcuno per i razzi palestinesi? La politica israeliana è fondata sulla menzogna».

4. Uffici politici a Doha: le mire sulla Striscia

Complice la liason del Qatar con i Fratelli musulmani, con Doha Hamas ha rapporti meno sbandierati, eppure crescenti.
Nel 2012, l'emiro Hamad bin Khalifa Thani fu il primo capo di Stato a visitare ufficialmente a Gaza, in qualità anche di padrino di Morsi e con in mano un assegno di 10 milioni di dollari per l'emergenza umanitaria e la promessa di investirne altri 400.
IL MURO DI AL FATAH. La popolazione restò diffidente verso il Qatar che ospita la base americana e l'incontro con l'emiro fu disertato da al Fatah, al governo in Cisgiordania, e dai sunniti di Jihad islamica.
Da allora, il capo politico del sempre più corrotto partito di Hamas, Khaled Meshal, si è trasferito da Damasco a Doha. E, pur non avendo mai inviato i 400 milioni, il Qatar si è mosso in favore di Hamas, tentando anche di pagare, nel 2014, gli stipendi ai dipendenti pubblici della Striscia.

5. Armi iraniane da Libano e Siria: resiste l'asse con Teheran

Una manifestazione in difesa dei palestinesi di fronte alla sede dell'Onu a Teheran (Getty Images).

Irritato dal flirt con i rivali sunniti del Qatar (anche per giacimenti di gas naturale nel Golfo), negli ultimi anni l'Iran ha spostato il suo flusso di armi e finanziamenti da Hamas a Jihad islamica.
L'asse sciita in difesa della causa palestinese, tuttavia, pilastro della propaganda e della politica estera della Repubblica islamica, non è mai venuto meno.
MISSILI E DRONI IRANIANI. Tant'è che, esplosa la crisi, dal Libano Hezbollah ha immediatamente ribadito la sua alleanza con Hamas.
Così, nella guerra del 2014, Israele si è risvegliato con la Striscia di Gaza piena di droni e di razzi M-302 iraniani, intercettati su un cargo illegale nel Mar Rosso. Ma anche con i politici di Hamas pieni di petrodollari qatarioti.

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