Mamma Bambino Donna 131218191512
DIRITTI 17 Luglio Lug 2014 0716 17 luglio 2014

Stop alla legge sul doppio cognome ai figli

Rinviata la libertà di scelta.

  • ...

Una giovane mamma con il suo bambino.

Si riaccende una battaglia culturale che sembrava ormai superata in Italia. Dalla Camera è arrivato un stop inatteso all'approvazione della proposta di legge che supera l'obbligo di trasmettere ai figli il cognome del padre e consente la libertà di scelta: in pratica a un figlio potrebbe andare il cognome del padre o quello della madre, oppure entrambi.
MALUMORI TRASVERSALI. La proposta di legge era già passata il 10 luglio in commissione Giustizia ed è arrivata all'esame dell'Aula. Ma dopo l'ok ai primi tre articoli sono emersi malumori trasversali che hanno portato a interrompere le votazioni. Divisioni sono emerse all'interno di Forza Italia e Partito democratico. Alla fine si è optato per rimandare i lavori dell'Aula, tra i mal di pancia di chi voleva un sì in tempi brevi.
DUE NODI PRINCIPALI. Due, soprattutto, i nodi che hanno riacceso il dibattito: Il primo riguarda i figli ai quali viene attribuito il cognome di entrambi i genitori. Secondo la proposta, nel momento in cui diventano a loro volta genitori devono scegliere solo un cognome da trasmettere alla propria discendenza. Secondo buona parte dei detrattori della proposta di legge, dovrebbero essere invece i nonni a stabilire, da subito, quale dei due cognomi dovrà andare ai loro nipotini. L'altro punto dirimente riguarda il ricorso all'ordine alfabetico dei due cognomi nel caso in cui i genitori non trovino un accordo. Criterio che trova diversi critici a partire da Ignazio La Russa, il più lesto ad augurarsi un rinvio 'sine die' del testo. Anche una parte di deputati Pd ha scelto di mettere i bastoni tra le ruote. Da qui la scelta di rinviare i lavori dell'Aula.
SCONTRO DONNE-UOMINI. La parlamentare dem Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia, ha escluso comunque il rinvio in commissione assicurando che, da parte di tutti, c'è la «volontà di chiudere entro la pausa estiva». Ma lo stop ha riacceso lo scontro. La democratica Michela Marzano ha sottolineato «i veti culturali opposti da alcuni deputati, maschi, del nostro parlamento e il Pd non ha saputo tenere la barra dritta». «Il Pd si inchina ai voleri del centrodestra», ha incalzato Sel. Mentre l'Ncd, da parte sua, rivendica la paternità della frenata a un testo dove emerge «un accanimento ideologico». Di certo, spiegano in Transatlantico, l'impasse ha riacceso quel «blocco culturale e patriarcale» contro la proposta di legge che nei giorni scorsi appariva sopito.

Correlati

Potresti esserti perso