Israele Gaza Hamas 140709075726
CONFLITTO 18 Luglio Lug 2014 0815 18 luglio 2014

Israele, l'arsenale di Tel Aviv

Iron Dome, droni, corpi speciali. Così Tel Aviv vince tutte le guerre.

  • ...

Carri armati israeliani schierati sul confine della Striscia di Gaza.

Le forze di terra di Tel Aviv hanno dato il via all'invasione della Striscia di Gaza, dove sono entrate la sera del 17 luglio, puntando a distruggere i tunnel di Hamas usati, secondo Israele, dai combattenti palestinesi per infiltrarsi oltreconfine. Hamas ha reagito con una pioggia di razzi sulle città israeliane del Sud e ha minacciato: «Gaza sarà la tomba per i soldati di occupazione».
L'esercito do Tel Aviv ha avuto il suo primo caduto, ucciso forse da fuoco amico, mentre i morti palestinesi nella notte sono stati almeno 9, fra i quali un bambino di cinque mesi, e ora il conto complessivo delle vittime è salito oltre 260 unità.
DIFESA DA STATO BUNKER. Contro la raffica di razzi, sparati da Gaza - ma anche dalla Siria, dal Libano e dalle alture egiziane del Sinai - verso l'«aggressione sionista», Israele ha reagito - via terra e via aerea - con la solita potenza di fuoco di armi, uomini e intelligence.
«L'operazione a terra si svolge senza risparmio di mezzi: fanteria, carri armati, artiglieria, ingegneri e intelligence sono fra le forze entrate a Gaza. A loro sostegno ci sono forze aree, navali e altre unità di sicurezza», ha informato l'Esercito israeliano.
Un apparato super-organizzato e tecnologicamente all'avanguardia, massicciamente finanziato anche dagli Usa è finora capace di mantenere in sicurezza uno Stato-bunker.
Probabilmente stavolta anche Hamas si aspettava una risposta peggiore dallo scudo Iron Dome, il sistema anti-missile israeliano che, sostiene la Difesa di Tel Aviv, si è rivelato capace di neutralizzare oltre il 90% dei razzi sparati nel territorio.
La 'Cupola di ferro', inaugurata nel 2011, ha funzionato anche contro la pioggia di razzi a lunga gittata, lanciati dalla Striscia di Gaza verso Nord, contro le città di Tel Aviv e Gerusalemme. Permettendo, dopo una settimana di bombardamenti, l'invasione a terra che ha fatto 10 morti.
SUPERIORITÀ SCHIACCIANTE. Poche esplosioni, qualche scheggia degli ordigni intercettati. Il resto lo hanno fatto l'aviazione israeliana con i raid a tappeto e i marine intervenuti a terra varcando la frontiera con Gaza, per mettere fuori uso i siti per il lancio di razzi e i tunnel della Striscia.
La contabilità di vite umane è sempre pessima. Ma militarmente è un dato schiacciante che le poche decine di feriti, militari e civili, israeliani dopo quasi due settimane di guerra («Hamas pagherà»), non reggano il paragone di oltre 2.000 feriti, 10 mila sfollati e dei morti a due zeri tra i palestinesi.

Lo scudo Iron Dome finanziato dagli Usa: il futuro della Difesa

Il sistema israeliano di difesa contro i missili di Hamas.

Anno dopo anno, l'odio crescente spinge i governi e le milizie islamiche della regione ad affinare, nonostante l'ostruzionismo, le capacità di attacco a Israele. Ma Tel Aviv è sempre un passo avanti.
Iron Dome, intanto, la barriera che scherma gli 8 milioni di abitanti di uno Stato poco più grande della Puglia, è un gioiello di difesa contraerea mobile ad altissimo costo, ufficialmente tarata su razzi a corto e medio raggio (40-70 chilometri) e capace di neutralizzare anche proiettili d'artiglieria che bersagliano gli insediamenti israeliani vicini ai confini.
Da lì i dubbi iniziati sulla tenuta dello scudo contro i razzi a lunga gittata (100 chilometri) verso Tel Aviv e Gerusalemme. Che Iron Dome, tuttavia, ha bloccato senza segni di cedimenti.
OLTRE 200 MLN DAGLI USA. Il sistema di radar sparsi sul territorio identificano il lancio nemico, calcolano la traiettoria e il luogo d'impatto del razzo in collegamento con il centro di controllo e, se il proiettile costituisce realmente una minaccia - nel caso dell'ultima crisi, circa un decimo degli oltre 800 lanci - sparano un missile per centrare il bersaglio, deviandone poi la caduta in un luogo lontano dalla destinazione iniziale.
Ogni un razzo palestinese Qassam lanciato su Israele costa circa 800 dollari, mentre a Tel Aviv ne servono almeno 35 mila per colpirlo.
Una spesa esorbitante, possibile anche grazie al contributo degli Usa di 205 milioni di dollari, approvato nel 201 dalla Camera americana dopo forti pressioni del presidente Barack Obama per finanziare il progetto.
1 MLD PER POTENZIARLO. Per ripianare gli oneri, il Paese è in trattativa per vendere commesse di Iron Dome ad alcuni Stati europei che hanno soldati all'estero. Costi quel che costi, Israele progetta anche di investire 1 miliardo di dollari per potenziare questo guscio, aggiornandolo alle minacce.
In Israele i reparti tradizionali di aviazione e fanteria si sono dimostrati straordinariamente forti sin dal primo conflitto con gli arabi del 1948, quando milizie ebraiche di diversa origine (anche terroristica) confluirono Israeli Defense Forces (Idf), la popolare Tzahal, per proteggere e allargare il neonato Stato di Israele.

Droni d'avanguardia, aviazione potente e una popolazione di spie e combattenti

Costretti alla ritirata nel 1956, in sei giorni gli arabi furono polverizzati anche nella guerra preventiva del 1967 contro Egitto, Siria e Giordania. E nella crisi dello Yom Kippur del 1973, Tel Aviv reagì all'attacco con una vittoriosa controffensiva, impiegando anche per la prima volta nelle guerre tra Stati i droni (Uav) sviluppati durante il primo e il secondo conflitto mondiale per assalti coordinati con i caccia, contro l'aviazione nemica.
Da allora, Israele - primo esportatore di Uav al mondo, per la metà verso l'Europa - è leader nella costruzione e nella vendita di aerei militari senza pilota. E, per la crisi del 2014, l'Idf ha adottato droni di ultima generazione per ricognizioni e attacchi, prima di mandare avanti i piloti e le truppe nella Striscia.
IL SUPER DRONE ANTI IRAN. In prospettiva, nei capannoni dell'Israel Aerospace Industries dell'aeroporto Ben Gurion, target dei razzi di Hamas, gli scienziati israeliani stanno mettendo mano al modello Uav gigante Eitan, da quattro tonnellate, per la guerra del secolo contro l'Iran, in caso di conflitto nucleare.
Armi e sistemi militari di ultima generazione sono sotto segreto militare. L'aviazione, che a Gaza bombarda fino a 300 target al giorno (1300 raid in una settimana in 360 km²), è il fiore all'occhiello della Difesa israeliana, con oltre 300 aerei da combattimento - anche di produzione italiana - e altrettanti elicotteri. La marina, in allerta per l'invasione, può contare su tre sottomarini, 17 navi da combattimento e 33 pattugliatori. E la fanteria su 3.500 carri armati e 10 mila mezzi blindati.
2,5 MILIONI DI ARRUOLABILI. Tra i 450 mila riservisti, 40 mila sono stati richiamati 15 giorni fa. Ma potenzialmente, con il servizio militare obbligatorio per uomini e donne, di tre e due anni, in Israele sono arruolabili fino a 2,5 milioni di cittadini.
Tra i 180 mila effettivi dell'esercito, spiccano le unità speciali mandate nella Striscia a distruggere le basi di lancio e i tunnel di Hamas. Top secret le unità dei servizi segreti che, come la grande Unit 8200, Nsa israeliana con migliaia di dipendenti, che dalla sua base ultra-protetta nel deserto del Negev, sferra attacchi cibernetici e raccoglie milioni di dati globali.
Per la cronaca, il Mossad è solo uno dei cinque, affollati, dipartimenti d'intelligence.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso