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RIFORME 18 Luglio Lug 2014 1330 18 luglio 2014

Legge elettorale, M5s: «Basta incontri con il Pd»

«Stop ai vertici, il tempo è finito».

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Un momento del vertice tra Pd e M5s sulle riforme.

Basta incontri fra grillini e dem. La delegazione del Movimento 5 stelle ha scritto sul blog di Beppe Grillo che il voto sulla legge elettorale è atteso direttamente in Aula, dicendo stop ai vertici con il Partito democratico dopo quello del 17 luglio.
E così i commenti entusiastici e i toni distesi sono stati spazzati via.
«IL TEMPO È FINITO». «Ieri al tavolo si è ipotizzato un altro appuntamento. Ma al momento si preferisce la ratifica degli attuali punti fin qui negoziati da parte dei nostri iscritti», si legge nel post.
«Saremo pronti a votare la legge elettorale, inclusiva delle preferenze, direttamente in Aula. Ci dispiace per il Pd, ma non c'è più tempo».
Un nuovo diktat di Grillo? Sorprende che a firmare il testo siano i quattro componenti della delegazione che ha preso parte all'incontro con il premier.
DI MAIO: «DATA UN'ACCELERATA». Tra questi, infatti, c'è anche Luigi Di Maio. Il vice presidente della Camera ha provato a mediare. Precisando che non si tratta di una chiusura, bensì di una «accelerata al dibattito perché l'ennesimo tavolo sulle riforme sarebbe stato stucchevole. Ma, finiti i tavoli, non significa che è finito anche il confronto: ci aspettiamo che le preferenze siano nella legge elettorale in Aula. Il Pd dia una risposta».
Insomma «il post l'ho scritto e firmato anch'io. Per metterlo sul blog non ho le password, perciò significa che abbiamo condiviso la scelta».
LO ZAMPINO DI CASALEGGIO? Di certo c'è che l'intervento è stato voluto da Grillo e Gianroberto Casaleggio, ma anche che nessuno dei due voglia sconfessare pubblicamente Di Maio.
Probabilmente, l'assoluzione di Silvio Berlusconi al processo d'appello su Ruby ha dato la stura - tra chi ha sempre temuto l'autosufficienza dell'asse Pd-Fi - a coloro che nel Movimento bocciano qualsiasi sorta di intesa con il 'sistema'.
GUERINI: «NOI ANDIAMO AVANTI». A riguardo il vice segretario dem Lorenzo Guerini aveva spiegato: «Abbiamo aspettato per sei mesi il Movimento 5 stelle, finalmente sono arrivati. Bene il confronto, le regole si scrivono insieme. Se però l'obiettivo è rallentare le riforme il Pd andrà avanti per la sua strada».
SORPRESI DALLA TEMPISTICA. Il Partito, scettico fin dall'inizio sulla tenuta della 'linea' del dialogo incarnata da Di Maio, si è stupito per la tempistica, ma non ha avuto dubbi nel valutare cosa sia accaduto.
Ha vinto la «patologia del conducator» di Grillo, ha osservato Debora Serracchiani.
E Renzi ha commentato con i suoi: «Non hanno fatto a tempo a sedersi al tavolo che subito è arrivata la sconfessione a mezzo blog».

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