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MAMBO 18 Luglio Lug 2014 1259 18 luglio 2014

L'opposizione a Renzi è il peggio dell'Italia

Il premier criticato non per gli errori, ma perché ha toccato tabù e rendite di posizione.

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Matteo Renzi.

Si sta creando attorno a Matteo Renzi lo stesso clima di ostilità che ha accompagnato tutti i governi, di destra e di sinistra, che hanno cercato di fare qualcosa di nuovo.
Intendiamoci, Renzi appare troppo affannato, abbastanza confusionario. Alcune sue scelte, tipo la Mogherini, sono assolutamente arbitrarie.
Tuttavia non è questo il dato che emerge.
SEMPRE LA SOLITA ITALIA. Emerge invece l'Italia di sempre, quella che grida al golpe autoritario, che deride l'attivismo del leader e che, in un Paese che ha una classe dirigente che non sa le lingue, ne prende in giro pure gli sforzi di parlare in inglese. In pratica la sua opposizione vuole buttare tutto in caciara.
Così emergono singolari figure di statisti, due giornalisti, uno del Tg e un altro della carta stampata, un senatore che avrebbe dovuto essere in pensione da tempo, vecchi arnesi della sinistra, le rosibindi, tutta una compagnia di giro che in questi anni ha cercato il golpe come nella canzone si cercava la Titina, che avrebbe voluto farci governare da Ingroia, con un ministro di polizia e di cultura assieme, rigorosamente assieme, come Marco Travaglio.
L'Italia della Camusso che deride la Madia e forse la Madia se lo merita, ma che cosa si merita allora la Camusso che è riuscita a cancellare anni di fatica di di Vittorio, Lama e Trentin?
Insomma, Renzi meriterebbe una opposizione più vera, meno strumentale, meno pasticciona di lui, più nazionale: che cos'è questa felicità che si respira nei palazzi della politica per i suoi goffi passi europei?
PREMIER CRITICATO PERCHÉ TOCCA TABÙ. Continuo a pensare che, al netto dei difetti, Renzi stia scuotendo l'albero come andava scosso e le critiche che sta ricevendo non riguardano i suoi errori, ma il fatto di aver toccato tabù e rendite di posizione, l'ultima è la tenuta in vita della minaccia berlusconiana.
Quando questi mondi si troveranno la vittoria in mano avendo bloccato, soffocandolo di voti di coscienza e di emendamenti, il povero Renzi , dovranno poi presentarsi al Paese e lì scopriranno, a mio parere, che il Paese non se li fila proprio: qualcuno dica a Minzolini, Mineo, Bindi, Casson e compagnia di giro, compreso il mio amico Antonio Polito a cui, come si dice, non basta mai, che la ricreazione è finita e che dopo Renzi ci sarà lui o un altro che gli somigli.
Questa strana Italia attaccata ai propri privilegi, che vede le pagliuzza negli occhi degli altri, prima o poi la trave saprà bene dove infilarla.
Mi fermo qui per buona educazione.

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