Fitto Berlusconi 140602223136
CENTRODESTRA 19 Luglio Lug 2014 1900 19 luglio 2014

Forza Italia divisa sulla riforma del Senato

Fitto guida i frondisti. Berlusconi: «Rispettiamo il Nazareno».

  • ...

Raffaele Fitto e Silvio Berlusconi.

Assolti è meglio. La conclusione positiva del processo Ruby ha ridato slancio a Silvio Berlusconi e alle sue ambizioni politiche, prima fra tutte la riforma della giustizia.
Il centro con rinnovata prepotenza alla riforma della giustizia e ha, al centro, il patto del Nazareno. Da lì Berlusconi, forte delle rassicurazioni di Renzi, non intende allontanarsi. E da lunedì 21 luglio, quando è previsto che si inizi a votare sugli emendamenti del ddl Boschi, il leader azzurro ha intenzione di tastare con mano il peso della sua leadership.
OBIETTIVO GIUSTIZIA. Essere considerato innocente è un buon lascia passare per trattare con la maggioranza anche sul tema della riforma della giustizia, in merito alla quale Forza Italia è tornata a rivendicare un ruolo di primo piano. E se chi, come Renato Brunetta, insiste nel chiedere la grazia per il leader di Fi resta per ora una voce isolata, in diversi, tra gli azzurri, auspicano il ripristino «della piena agibilità politica» per Berlusconi.
Poi c'è il sentiero delle riforme con Matteo Renzi, dal quale l'ex premier, oggi più che mai, non intende allontanarsi, nonostante la fronda dei dissidenti non accenni ad arretrare. Il 19 luglio, a Palermo, gli azzurri hanno dato vita a una sorta di 'Leopolda' del centrodestra con Fratelli d'Italia, Nuovo centrodestra e Unione di centro.
I FRONDISTI CONTRO SENATO NON ELETTIVO. E alla kermesse i frondisti presenti erano diversi, a partire da Raffaele Fitto, che ha ribadito le sue critiche al ddl Boschi, e in particolare al punto del Senato non elettivo.
Resta da vedere se, al momento del voto, la pattuglia di dissidenti decida di tenere fede alla sua posizione, estendendo, di fatto, a un piano generale lo scontro interno al partito. Anche perché, come spiegato dallo stesso Fitto, ora si può ragionare in maniera diversa sul futuro politico, senza cioè la paura di un'eventuale condanna.
Non proprio dello stesso avviso è il consigliere politico di Forza Italia, Giovanni Toti, che ha ribadito che si può discutere di tutto ma «la linea» la indica sempre Berlusconi.
CENTRODESTRA ANCORA DIVISO. Ciò detto è tutto il centrodestra a ribollire all'indomani dell'assoluzione dell'ex premier. Il dialogo, con una reunion all'orizzonte, resta il filo su cui si muovono le varie anime dei moderati, con il fardello di una distanza su programmi e contenuti che per ora appare incolmabile, soprattutto tra Fi e Ncd.
Gli alfaniani sono decisi a dar vita ad una Costituente popolare 'ex novo', con la consapevolezza di un Berlusconi che non sia più l'unico accentratore dei moderati. «Fino a ieri, in Fi l'imperativo era restare uniti per difendere il 'capo'. Quel ciclo si è chiuso», è il pensiero di Gaetano Quagliariello. Ma dopo la sentenza su Ruby, ad Arcore si respira ben altra aria: quella di un Berlusconi tutt'altro che rassegnato a una sua marginalizzazione. E chissà se le strategie del futuro dei moderati non siano state sfiorate in una delle tante telefonate che ieri l'ex premier ha ricevuto dopo il verdetto: quella di Angelino Alfano, l'ex delfino con il quale non si parlava da mesi.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso