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MAMBO 19 Luglio Lug 2014 1046 19 luglio 2014

Processo Ruby, quei fantasmi della politica che rifiutano la morte

La sentenza Berlusconi ha scompaginato i loro piani. È l'estate dello scontento dei finti rivoluzionari.

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L'ex premier Silvio Berlusconi.

È iniziata l'estate del loro scontento. Ma come, andava così bene? Berlusconi ai servizi sociali, magistrati, ancorché divisi, sempre all'attacco, Renzi che fa fuori gli ex comunisti e fin qui va bene, poi immagina cambiamenti profondi e la burocrazia europea e le firme del Fatto improvvisamente svelano quanto sia autoritario. E poi quel Senato, che per non sentirsi inutile è pronto a bruciare i raccolti e ad avvelenare i pozzi, guidato da quei due rivoluzionari di Minzolini e Mineo, con l'assistenza dell'autonominatosi senatore a vita Vannino Chiti.
A BERLUSCONI È BASTATO DIFENDERSI. È bastata una piccola grande sentenza per scompaginare i giochi. È bastato che Berlusconi smettesse di fare casino e si difendesse assumendo il miglior avvocato d'Italia, è bastato distinguere il moralmente deprecabile dal reato penale. Perché la vera stortura dei giustizialisti italiani è che invece di fare la scimmia alla famosa americana agenzia Pinkerton che scovava i delinquenti e spezzava gli scioperi distruggendo i sindacati, i nostri si sono messi addosso tonache di cachemire e hanno deciso cosa stava bene e cosa no, chi era in regola e chi no.
RENDITA DI POSIZIONE MENO FRUTTUOSA. La sinistra, una sua parte, da questi si è fatta dirigere nell'estremo insulto che costoro nella vita sono stati tutto, monarchici, di destra, portavoce del grande capitale, figlio dell'estremismo che odiava il Pci, eppure per due decenni hanno diretto la sinistra. Ora la rendita di posizione è meno fruttuosa, Berlusconi non faceva prostituire le minorenni, è diventato un povero vecchio, gli si è sfasciato il partito per manifesto fallimento di progetto. Gli anti-lui sperano di ripetere i loro fasti e di guadagnare gli stessi denari, descrivendo Renzi come il cattivissimo di turno, marionetta in mano agli americani, ai poteri forti, alla massoneria e, poteva mancare, agli ebrei.
LA RIBELLIONE DEGLI SCHELETRI. Torno a ripeterlo: è la ribellione degli scheletri che si rifiutano di accettare la propria morte politica e afferrano ciò che di vivo confusamente si agita. Ora si trovano fra le mani procure rissose, dominate da vecchie comari e vieppiù incapaci di far resistere in un processo il loro castello di accuse. Il pericolo per la magistratura non era la divisione delle carriere, ma le carriere fatte senza scienza. Così scopriamo che se non c'è classe politica non c'è mai stata magistratura, tranne quel Giovanni Falcone insultato in vita, magistrato colto, professionale e garantista che viene osannato meno di altri più modesti, ma decisamente più manettari. È arrivato il tempo di rimettere l'Italia in piedi, di qui le competenze, di là gli arruffoni, di qui chi vuole cambiare, di là chi sta bene così. Senza retorica, please. Se è l'estate del loro scontento, la nostra deve essere l'estate sobria e laboriosa delle formichine.

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