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SPIRITO ASPRO 19 Luglio Lug 2014 0829 19 luglio 2014

Renzi e i problemi di pancia

Il premier è ingrassato. È evidente. Ma peggio di inquartarsi, è dimostrarsene preoccupato.

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Il premier Matteo Renzi.

Il presidente del Senato è Grasso. Grasso è diventato anche il presidente del Consiglio.
Più che un cumulo di cariche si tratta di un accumulo di adipe, nella fattispecie sui fianchi e zone limitrofe del premier Matteo Renzi, e l'inghippo non andrebbe affidato a ingegneri costituzionali ma a un bravo dietologo e magari a un trainer.
LO TSUNAMI DI TWEET SPIETATI. Il premier cicciottello fa discutere e attira tweet spietati durante delicatissime riunioni in streaming sulle riforme istituzionali con i grillini (generalmente asciutti e scattanti), tanto che per distogliere gli occhi degli spettatori dalle sue ormai evidenti maniglie dell'amore deve rimettersi la giacca a dispetto del caldo.
In realtà la lievitazione renziana è stata lenta e costante come quella del panettone artigianale. «Sono un po' ingrassato», ammetteva esattamente un anno fa, nell'ultima puntata di Bersaglio mobile. «Renzi sempre più grasso», denunciava nel gennaio scorso Libero, cui faceva eco, dalla sua cella nel carcere di Opera, il politologo Fabrizio Corona che, sulla scia di Norberto Bobbio, stigmatizzava acutamente la pancetta del premier come «metafora del politico che nasconde i difetti sotto una perfezione apparente».
LA BATTUTA DI D'ALEMA. In febbraio l'ineffabile D'Alema gli sibilava amabilmente di limitarsi con i popcorn perché lo vedeva «un po' sovrappeso»; e vedeva giusto, perché in marzo i fotografi della Camera immortalavano un addome faticosamente ingabbiato dai bottoni del camicia.
«È vero, ultimamente sono ingrassato», riconosceva nuovamente lui un mese dopo, davanti allo sguardo severo di Lilli Gruber. A quanto pare non è servito acquistare un tapis roulant per la palestra interna di palazzo Chigi, se le rotondità del premier oggi saltano all'occhio con tanta prepotenza, esaltate dalla televisione che, si sa, regala almeno una taglia in più.
QUELLE ABBUFFATE DI JUNK FOOD. La pancia di Renzi racconta di spuntini fuori ordinanza e abbuffate nervose di junk food, tipiche gratificazioni alimentari di un uomo stressato e fondamentalmente solo, che non si è accorto (o non vuole accorgersi) di aver superato l'età in cui il metabolismo ti perdona tutto, anche le pizze ultrafarcite consumate davanti al computer e i sacchetti di patatine sgranocchiati twittando alle sei del mattino.
Il virtuoso ministro Boschi, quando torna a casa stanca dal lavoro, scalcia via le decolleté tacco 12 e si limita a sorseggiare una sana tazza di latte. Ma Matteo ha la fame nervosa, dettaglio che lo rende più umano e simile a tanti di noi, anche nella lotta con la bilancia.
QUESTIONE DI IMMAGINE. Non mi stupirebbe che, con il consueto fiuto per gli umori del pubblico, Renzi usasse astutamente i suoi problemi di linea (o per lo meno, non si affretti a risolverli) per conquistarsi nuove simpatie e correggere l'immagine di superometto iperattivo e sbruffone che spiace a molti.
Anche lui ha qualche debolezza, non è il politico che pasteggia a ostriche e branzini nei ristoranti di lusso assieme alla sua cricca, ma mangiucchia schifezze senza staccarsi dal computer, proprio come fanno tanti italiani fra i 20 e i 50 anni.
Negli studi di Roosevelt e Mussolini la luce era accesa anche di notte per evocare veglie laboriose, dallo studio di Renzi lo stesso effetto si ottiene con un incessante rumore di cartocci aperti e mascelle instancabili.
SPUNTINI DI CONSOLAZIONE. Il premier si sforza di incassare stoicamente gli attacchi da destra e da sinistra, i commenti non più innamorati da parte dei giornali stranieri, le statistiche che indicano come l'Italia non stia affatto cambiando verso, ma poi il morale gli va giù giù e deve consolarsi divorando una confezione-famiglia di biscotti al cioccolato whatsappando con la sposa e i figli lontani. Che tenerezza.
Si noti che lady Renzi, madre di tre figli, ha un fisico asciutto e scolpito e il mese scorso ha visitato a Rimini la Fiera del Fitness, forse alla ricerca di un'alternativa per il marito più efficace del tapis roulant.
Ciccia come instrumentum regni? Forse Renzi sarebbe capace anche di questo, facendo violenza al suo indubbio narcisismo per smentire l'affinità con Berlusconi, fissato con l'estetica e la forma fisica.
IL ROTOLINO NON È TUTTO. Se c'è un errore più grave che inquartarsi, sciupando il look giovanile che lo ha portato al successo, è mostrarsene preoccupato, e farsi vedere mentre sottrae tempo alle cure del Paese per dedicarlo alla cura di sé. Sono ingrassato, non mi fa piacere, ma ho cose più importanti di cui occuparmi: ecco, al massimo mi rimetto la giacca così smettete di guardare le mie forme e seguite il dibattito sulle riforme.
Sarebbe molto triste che Matteo Renzi passasse alla Storia come l'uomo che ha mandato l'Italia a rotolini.

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