Cantiere Della Pedemontana 140718170918
POLTRONE 20 Luglio Lug 2014 0738 20 luglio 2014

Governo Renzi, per la commissione Via è tempo di nomine

Si rinnova l'ente di Valutazione impatto ambientale.

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Il cantiere della Pedemontana Veneta.

Nuove nomine in vista per il governo Renzi. Questa volta non si tratta di società partecipate dallo Stato, ma di un ente poco pubblicizzato, in seno al ministero dell'Ambiente, dalle cui stanze passano però progetti che valgono milioni, e in alcuni casi miliardi, di euro.
Si tratta della commissione Via, acronimo di Valutazione impatto ambientale, in scadenza di mandato il 19 luglio, che entro 45 giorni deve obbligatoriamente essere rinnovata. È composta da 50 membri (nominati dal ministro e provenienti dalla libera professione e delle amministrazioni pubbliche), a cui spetta il compito di dare pareri vincolanti sulle opere pubbliche. Soprattutto sulle Grandi opere. Come si evince dalla descrizione pubblicata sul sito del ministero: «Per tali opere il governo ha promulgato una specifica legge di attuazione che individua la disciplina speciale che regola la progettazione, l’approvazione dei progetti e la realizzazione delle infrastrutture strategiche». Insomma, senza il Via non si passa.
PARERE VINCOLANTE SUGLI APPALTI. Alla commissione spetta il compito di redigere la Valutazione ambientale strategica (Vas) e concedere l'Autorizzazione integrata ambientale (Aia). Per questo motivo è suddivisa in tre sottocommissioni, che singolarmente svolgono istruttorie e in secondo luogo, in seduta plenaria, adottano i pareri di compatibilità ambientale. In poche parole, per fare un esempio, se a Roma dicono che il Ponte sullo Stretto deturpa l'ambiente e il territorio, anche se in ballo ci sono miliardi di euro, l'appalto si ferma.
SQUADRA DI 50 MEMBRI. Attualmente ai vertici del Via ci sono l'ingegnere Guido Monteforte Specchi (presidente) e l'avvocato Sandro Campilongo (segretario), che guidano la squadra dei 50. Per il momento non ci sono ancora i nomi dei loro successori, ma il dossier è stato aperto al dicastero di via Cristoforo Colombo. La legge consente a Maurizio Martina e al suo staff di prendersi altri 45 giorni di proroga, prima di stilare la lista dei nuovi membri. Tempo che sarà sfruttato soprattutto per chiudere le 15 partite rimaste ancora aperte, come le tre stazioni elettriche del Foggiano fra Troia, Roseto e Celle San Vito; o gli interventi di razionalizzazione della rete elettrica nazionale nell'area di Reggio Emilia, il terzo lotto della superstrada Pedemontana Veneta e l'impianto pilota geotermico 'Montenero' a Castel del Piano, in provincia di Grosseto.
LE LOBBY ENTRANO IN AZIONE. Sebbene la nuova commissione ancora non ci sia, si è già messa in moto, invece, la macchina delle lobby. In questa partita di nomine, infatti, si intrecciano interessi del pubblico e del privato ed è quasi scontato che i gruppi di pressione avranno puntato i riflettori e attivato ogni canale a loro disposizione per carpire indiscrezioni, soffiate e voci di corridoio. Anche se, stando alle parole del nuovo titolare dell'Autorità contro la Corruzione, Raffaele Cantone, per i lobbisti lo spazio di manovra è destinato a essere sempre più ridotto, con le nuove norme del codice degli appalti.
Un'altra sfida importante, dunque, da segnare in rosso sull'agenda del governo Renzi, che stavolta, contravvenendo alle caratteristiche del premier, si prende tutto il tempo necessario a decidere. Ma entro settembre il dossier deve essere chiuso. Poi sotto, al lavoro. E in questo caso l'acronimo della commissione per cui vanno fatte le nuove nomine, si presta perfettamente al gioco di parole: pronti, partenza, Via.

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