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DISCRIMINAZIONI 20 Luglio Lug 2014 1754 20 luglio 2014

Prof senza contratto perché lesbica, Giannini promette di intervenire

Prof senza rinnovo in scuola cattolica.

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Studenti in aula durante una lezione.

Era professoressa all'istituto Sacro Cuore di Trento da qualche anno, ma i dirigenti non le hanno rinnovato il contratto, sospettando che fosse lesbica. La denuncia di un'insegnante trentina, dopo aver riempito le pagine delle cronache locali, è arrivata fino al ministro della Pubblica istruzione Stefania Giannini.
Il ministero «valuterà il caso diTrento con la massima rapidità», ha dichiarato il ministro Giannini nel pomeriggio del 20 luglio e se emergesse un episodio «legato a una discriminazione di tipo sessuale agiremo con la dovuta severità».
VERSIONI CONTRASTANTI. L'insegnante ha denunciato la sua storia ai comitati Tsipras regionali. Ma la sua versione è stata smentita dai vertici dell'Istituto, prima adducendo ragioni economiche, poi per voce della madre superiora, che ha spiegato di avere parlato con la professoressa, «cercando solo un dialogo per capire se avesse un problema personale» e di essere stata fraintesa nelle intenzioni.
Il ministero ha quindi spiegato di volere «un confronto chiaro e doveroso con le parti coinvolte». «In queste ore», ha aggiunto la responsabile dell'Istruzione Giannini, «sto raccogliendo gli elementi utili a comprenderne tutti gli aspetti».
NIENTE FONDI PER CHI DISCRIMINA. Il problema tuttavia sembra essere più ampio: può una scuola paritaria decidere i propri insegnanti o no? La dicussione in Trentino prosegue da giorni. Secondo il presidente del Comitato laici del Trentino, Mauro Bondi, il mancato rinnovo del contratto di una insegnante lesbica, da parte di una scuola religiosa è comprensibile. «Per una volta», ha affermato dalle colonne del Corriere del Trentino, «devo stare dalla parte della Chiesa. Mi pare del tutto logico che una scuola cattolica, con i suoi principi, che non sono i miei, possa avere fatto una scelta di questo tipo. È la scelta che probabilmente si aspettano i genitori che mandano i loro figli in una scuola cattolica. Il punto non è però quello che può decidere o meno una scuola privata, ma che il pubblico non può finanziare una scuola che discrimina e va contro la Costituzione».
SERVIZIO PUBBLICO? Parole non molto diverse da quelle che aveva pronunciato l'assessore provinciale alle pari opportunità, Sara Ferrari: «Se il mancato rinnovo, come sostenuto dall'insegnante fosse basato su un orientamento che attiene a una sfera 'personalissima' la cosa sarebbe grave». «Nessuna scuola, anche se paritaria, in quanto integrata a pieno titolo nel sistema formativo provinciale e che offre un servizio pubblico, può selezionare i docenti per le proprie scelte di vita quando questi esprimano professionalità e correttezza nell'esercizio delle proprie funzioni».

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