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SCENARI 21 Luglio Lug 2014 1015 21 luglio 2014

Ucraina, Mogherini: «Da Ue reazione univoca»

Il ministro degli Esteri: «Per Gaza serve il cessate il fuoco».

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Federica Mogherini, ministro degli Esteri italiano.

La reazione europea alla crisi ucraina, degenerata con l'abbattimento dell'aereo malese, «credo che sarà coordinata, unitaria e forte». Ne è convinta Federica Mogherini, ministro degli Esteri italiano, che martedì 22 luglio è chiamata a presiedere il primo consiglio Affari esteri Ue, specificando di aver discusso di questo anche con i colleghi tedesco, francese e britannico.
COLLOQUIO CON KLIMKIN. Il ministro Mogherini, rispondendo a una domanda a margine di un incontro alla Farnesina con il sindaco di New York Bill De Blasio, ha riferito di aver parlato domenica 20 luglio con il collega ucraino Pavlo Klimkin e di averlo invitato a partecipare al Consiglio Affari Esteri Ue di martedì, per «aggiornarci sulla situazione sul terreno, sul recupero dei corpi e sull'accesso degli osservatori» al luogo del disastro aereo, per arrivare a una «inchiesta internazionale rigorosa e aperta».
«FACILITARE IL DIALOGO TRA I 28». Sul confronto, Mogherini ha auspicato che «non ci saranno grandi differenze di reazione tra i colleghi», specificando che «il ruolo della presidenza è di facilitare il dialogo tra i 28 e l'Italia farà la sua parte su questo».
Per quanto riguarda Gaza, invece, Mogherini ha detto: «Stiamo insistendo perché si arrivi ad un cessate il fuoco almeno umanitario nelle prossime ore. C'è una proposta sul tavolo che prevede il cessate il fuoco immediato e l'apertura contestuale di negoziati, con elementi di immediata risposta alla crisi umanitaria, e la comunità tutta deve spingere in questa direzione».
FERMARE LA VIOLENZA IN PALESTINA. La priorità è fermare la violenza: «Le immagini di Gaza sono insostenibili: il numero di vittime, dei feriti, compresi i bambini, ma anche il lancio indiscriminato dei razzi contro Israele, che deve finire», ha detto il ministro degli Esteri auspicando che «già dalle prossime ore ci sia una risposta positiva alle pressioni arabe, americane, europee, dell'Onu e agli appelli del papa».

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