DECISIONE 22 Luglio Lug 2014 1430 22 luglio 2014

Arresto Galan, la Camera vota a favore

In Aula 395 sì, 138 no, due astenuti e 94 assenti.

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La Camera ha votato sì all'arresto di Giancarlo Galan nell'ambito dell'inchiesta Mose: i favorevoli sono stati 395, contrari 138, due astenuti e 94 assenti (i precedenti: da Papa a Genovese, passando per Negri). La sera del 22 luglio è stata notificata al deputato di Forza Italia l'ordinanza nel carcere milanese di Opera: Galan ha lasciato la sua villa di Lozzo Atestino poco prima della mezzanotte, accompagnato da un'ambulanza, un'auto della polizia penitenziaria e diversi mezzi di forze dell'ordine in borghese.
La votazione era avvenuta a scrutinio segreto. In precedenza l'Aula della Camera aveva respinto la proposta di Forza Italia di rinviare la decisione. «È una barbarie», ha detto Francesco Paolo Sisto. Più duro il commento del diretto interessato: «Sono incazzato e sapete benissimo con chi», ha detto Galan uscendo in carrozzina dall'ospedale di Este.
DOPPIO 'TRADIMENTO'. Il deputato forzista è convito di aver subito un «doppio tradimento» dai colleghi e dai magistrati, senza dimenticare i medici che gli avevano inizialmente indicato una prognosi di 40 giorni che arrivava quindi fino al 20 di agosto. E invece hanno ritenuto che le patologie di cui soffre non richiedano necessariamente l'ospedalizzazione, ma possano essere curate anche con l'assistenza domiciliare.

I legali chiedono i domiciliari

Este (Padova): Giancarlo Galan esce dall'ospedale in carrozzina (22 luglio 2014).

Gli avvocati di Galan, appena conclusa la votazione alla Camera, hanno fatto sapere di voler presentare una richiesta di arresti domiciliari. Lo ha annunciato l'avvocato Antonio Franchini, che assieme al collega Nicolò Ghedini assiste il deputato, che era ricoverato in ospedale a Este. I medici hanno poi firmato le sue dimissioni dalla clinica.
ASSENTI BERSANI E CIVATI. Ad astenersi sulla votazione sono stati Roberto Capelli di Centro Democratico e Angelo D'Agostino di Scelta Civica. A votare era presente l'ex premier Enrico Letta. Il Pd è stato il gruppo con il maggior numero di assenti: alla votazione non hanno partecipato in 17, tra cui l'ex segretario Pierluigi Bersani, Pippo Civati e Stefano Fassina. Alcune assenze anche in Forza Italia tanto da far intervenire il capogruppo Renato Brunetta con una nota di rammarico.
LO SCANDALO MOSE. L'inchiesta, che ha portato all'arresto di 35 persone, riguarda la presunta costituzione di fondi neri per finanziare esponenti e partiti politici e per corrompere funzionari pubblici nei lavori di costruzione del sistema anti-marea di Venezia. Galan, ex governatore del Veneto ed ex ministro, si è detto «totalmente estraneo ai fatti» che gli vengono contestati.

NOTIFICATA L'ORDINANZA. Galan è sottoposto ogni quattro ore al controllo del livello di glicemia, riceve terapie per le apnee notturne, per il diabete, e deve restare con la gamba ingessata in estensione.
Ma la sera del 22 luglio gli è stata notificata dalla Guardia di finanza l'ordinanza di custodia in un carcere con una struttura infermieristica adeguata alle cure di cui necessita.
E l'ultimo affronto della giornata è arrivato dai grillini che da Roma hanno chiesto che si dimetta da presidente della Commissione Cultura perché la detenzione ne «rallenterebbe» l'attività.

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