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POLITICA 22 Luglio Lug 2014 1330 22 luglio 2014

Berlusconi: «A Renzi non capiti quanto successo a me»

Il Cav: «Mia rivoluzione ostacolata. Ora occorre unità centrodestra».

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L'ex premier Silvio Berlusconi.

Ricostruire il centrodestra, una ricetta liberale per l'economia e qualche battuta ironica sul premier Matteo Renzi.
Sono questi i punti cruciali dell'intervista rilasciata a Oggi (in edicola il 23 luglio) da Silvio Berlusconi, reduce dall'assoluzione in secondo grado per il caso Ruby.
«SERVE UNITÀ DEL CENTRODESTRA». L'ex premier si è soffermato sugli scenari politici: «Abbiamo un Pd al 38%, Grillo al 23 e il centrodestra, frammentato, al 30. Lo scenario è quello di un Paese con una forte coloritura di sinistra e con il M5S che rappresenta un serio pericolo per la democrazia».
Per questo motivo, secondo il Cav. «occorre ricostruire l'unità del centrodestra e far sì che i moderati, maggioranza nel Paese, si trasformino in una maggioranza politica organizzata. Noi stiamo tentando di farlo con le nostre Comunità azzurre'».
«SPERO CHE A RENZI NON CAPITI QUELLO CHE È SUCCESSO A ME». «La rivoluzione liberale che avevo promesso? Mi sono trovato a dover fare i conti con un'incredibile serie di ostacoli. Spero non capitino le stesse cose anche a Renzi», ha detto il leader di Forza Italia che in un passaggio dell'intervista non ha lesinato qualche battuta ironica al premier.
«Una volta, scherzando, ho detto a Renzi che ha commesso un solo errore, non fare politica dentro FI. Ha la fortuna dalla sua, e questa è una grande qualità per un politico», ha spiegato Berlusconi.
«RENZI FORTUNATO». Con 108 mila voti è diventato sindaco di Firenze, con le primarie è diventato segretario Pd, si è autocatapultato a P. Chigi, si è trovato subito le elezioni europee che gli hanno assicurato quella legittimità democratica di cui aveva bisogno e infine gli è toccata anche la presidenza del semestre europeo. Sfido chiunque a fare di più e più velocemente!», ha aggiunto il Cav.
«MENO TASSE PER I CONSUMI». Per quanto riguarda l'economia Berlusconi ha ribadito la sua ricetta: «Non c'è altra soluzione che quella di ricorrere all'eterna formula liberale della crescita e del benessere: Meno tasse sulle famiglie, meno tasse sulle imprese, meno tasse sul lavoro producono più consumi delle famiglie, più produzione per le imprese e più posti di lavoro.
L'ex premier ha sottolineando come «la crisi continua.. Per cambiare ci vuole un forte choc,cominciando da una inversione completa della politica economica e monetaria dell'Unione Europea. L'euro dovrebbe essere riportato alla parità con il dollaro, come era nel 2002, per sostenere le nostre esportazioni».

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