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DIALOGO 22 Luglio Lug 2014 0657 22 luglio 2014

Forza Italia, Berlusconi ha pronta una lettera per Alfano

Lettera di B a Ncd, Udc, Fdi e Lega. Per una nuova alleanza.

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Silvio Berlusconi e Angelino Alfano.

La volontà c'è, da entrambe le parti. Secondo La Repubblica ci sarebbe anche una lettera pronta a partire da Palazzo a Grazioli verso le sedi dei maggiori partiti della galassia del centrodestra. Addirittura c'è chi già parla di una data molto vicina, quella del 24 luglio, per un primo incontro.
L'operazione disgelo tra Silvio Berlusconi e Angelino Alfano è avviata, ma non è affatto semplice. La telefonata di domenica 20 luglio si è svolta con toni amichevoli, la voglia di tornare a parlarsi dopo una lunga guerra fredda c'è, ma restano non poche questioni da risolvere.
SCETTICI DA CONVINCERE. Dentro Forza Italia e il Nuovo centrodestra, infatti, non mancano gli scettici, e tutto ruota attorno al ruolo di Berlusconi, riabilitato dall'assoluzione in Appello per il caso Ruby, sì, ma per molti non più il leader indiscusso.
«Berlusconi non pensi di essere lui ancora il leader della coalizione facendo derivare l'investitura dalla conclusione della vicenda giudiziaria che lo coinvolgeva», ha chiarito Fabrizio Cicchitto il 21 luglio. «Se qualcuno pensa che questo verdetto ci restituisca Berlusconi nuovamente leader incontrastato del centrodestra, magnete attorno al quale ricostruire un'alleanza politica vincente e alternativa alla sinistra, si sbaglia. Una sentenza non sposta indietro le lancette della storia, né tantomeno quelle del centrodestra», gli ha fatto eco Renato Schifani.
La pensano allo stesso modo il ministro Beatrice Lorenzin e il coordinatore Gaetano Quagliariello.
RONZULLI: «LA GUIDA È SILVIO». Tutti vorrebbero la nuova alleanza, ma tutti vorrebbero guidarla: «A noi la federazione dei partiti di centrodestra va bene, ma se il Ncd pensa di farla senza Berlusconi si sbaglia di grosso. Del resto, non mi pare che in una coalizione il partito più piccolo, Ncd, sia nella posizione di poter dettare le condizioni ai partiti più grandi», ha ribattuto piccata Licia Ronzulli.
Per Alfano, «la questione politica è se Fi vuole partecipare alla grande alleanza popolare, cioè costruire il Ppe anche in Italia con noi di Ncd, l'Udc e tanti altri moderati. O se vuole strizzare l'occhio alla destra estrema, razzista, anti-europea e avversaria del Ppe a livello continentale e italiano».
E l'impressione è che Berlusconi la sua scelta l'abbia fatta. La Repubblica, il 22 luglio, parla di una lettera già pronta a essere recapitata ad Alfano e a Pier Ferdinando Casini, a Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia e a Matteo Salvini della Lega, all'ex ministro Mario Mauro, sebbene si neghi che un faccia a faccia sia già stato fissato.
IL CAV A ROMA PER RISOLVERE IL CONFLITTO CON FITTO. Quel che è certo è che Berlusconi torna a Roma, per la prima volta sgravato dalle pesanti accuse del caso Ruby. Da risolvere ci sono le questioni di partito, lo scontro su riforme e primarie con Raffaele Fitto, con il Cav deciso ad affermare ancora una volta la sua leadership e imporre la linea del rispetto del patto del Nazareno e delle consultazioni interne limitate agli amministratori. Un'impresa non così semplice, dal momento che anche il 21 luglio Augusto Minzolini, Cinzia Bonfrisco e Vincenzo D’Anna si sono detti decisi a portare avanti i loro emendamenti con un gruppo unito e compatto di «non meno di 17-20» parlamentari.
La federazione del centrodestra passa anche, per forza di cose, dalla pacificazione interna dei partiti chiamati a formarla. Anche in Ncd, accanto a chi vuole dettare le sue condizioni per il dialogo con Forza Italia, c'è chi è più possibilista come Maurizio Lupi, Luigi Casero, Barbara Saltamartini e la capogruppo Nunzia De Girolamo, che non ha mai davvero abbandonato Berlusconi.
L'appuntamento chiave in Ncd è l’assemblea di sabato 26 luglio. Ma Alfano non ha fretta: per lui il limite temporale sono le politiche del 2018. Ora c'è da governare il Paese.

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