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ACCELERATA 22 Luglio Lug 2014 2029 22 luglio 2014

Riforme, al Senato sedute notturne dal 28 luglio

Al Senato sedute protratte fino a mezzanotte.

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Luigi Zanda, capogruppo Pd al Senato.

Sedute notturne per scongiurare l'incubo emendamenti. La minaccia ostruzionismo si fa sempre più pressante sul disegno di legge di riforma del Senato, al punto da spingere la conferenza dei capigruppo a prolungare l'orario di lavoro dei parlamentari. Estendendo le sedute dalle 9 del mattino fino alla mezzanotte, a partire da lunedì 28 luglio. Week end compresi.
Serrando i tempi, la speranza è quella di portare a casa l'approvazione del ddl o, almeno nella prima lettura, prima della pausa di Ferragosto.
L'ALLARME DI ZANDA. D'altronde, l'allarme lanciato dal capogruppo del Partito democratico Luigi Zanda era stato piuttosto chiaro: «Con questo ritmo il provvedimento potrebbe non essere completato nel suo esame nemmeno entro il 2014, la fine di quest'anno».
«Abbiamo chiesto a tutti i gruppi», ha aggiunto, «una consistente riduzione degli emendamenti, mantenendo quelli politicamente rilevanti. Ma la richiesta non è stata accolta».
NIENTE GHIGLIOTTINA. Viene meno, quindi, l'ipotesi 'ghigliottina', anche se Zanda ha detto di voler puntare a quello che in gergo viene chiamato 'canguro'(significa che se viene approvato o bocciato un emendamento, molti altri, simili o uguali, decadono di conseguenza). Alla notizia si sono levate rumorose proteste, con boati di disapprovazione durante la lettura del nuovo calendario da parte del presidente del Senato Pietro Grasso.
PROTESTA FORZA ITALIA. Il capogruppo di Forza Italia, Paolo Romani, ha detto di trovare «irragionevole» la proposta, sperando che nel frattempo «la ragionevolezza prenda il sopravvento». Il relatore Roberto Calderoli, parlando anche a nome di Anna Finocchiaro, ha chiesto invece uno «spazio temporale» per elaborare delle proposte da avanzare poi in Aula, che potrebbero far superare l’ostruzionismo.
«Sono molto preoccupato per la strada che stiamo per intraprendere», ha aggiunto Calderoli, «una strada su cui ieri avevo dato alcuni suggerimento. Ieri avevo parlato a nuora perché suocera intendesse. Ma mentre la nuora ha detto che era disponibile a ritirare gli emendamenti a certe condizioni, la suocera non ha detto nulla».

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