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APPELLO 22 Luglio Lug 2014 1222 22 luglio 2014

Riforme, Napolitano: «Basta con le diffidenze»

Napolitano: «Si è discusso a lungo».

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Giorgio Napolitano.

Non c'è stata nessuna corsa. Anzi. Il parlamento e le parti politiche hanno avuto tuttoil tempo necessario per discutere delle riforme costituzionali (leggi il liveblogging della discussione in Aula). Ora bisogna votare.
«DISCUSSIONE LIBERA». Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano l'ha detto durante la cerimonia del Ventaglio al Quirinale: «la discussione è stata libera, estremamente articolata, non c'è stata improvvisazione o improvvida frettolosità», ha ribadito il capo dello Stato.
Adesso «non si agitano spettri di insidie e macchinazioni autoritarie e non si miri a un nuovo nulla di fatto», bisogna «superare l' estremizzazione dei contrasti» nella «espressione del dissenso».
«ESTREMIZZAZIONE RISCHIOSA». Un'estremizzazione «ingiusta e rischiosa» dovuta al fatto che permangono «pregiudiziali diffidenze e contestazioni rispetto alla ricerca di accordi con forze politiche opposte, prevalendo le quali naufragherebbe ancora una volta il tentativo, peraltro già così tardivo, di riforma».
Per questo, ha proseguito il presidente, «rivolgo un pacato e fermo appello a superare una estremizzazione dei contrasti, una esasperazione ingiusta e rischiosa - anche sul piano del linguaggio - nella legittima espressione del dissenso».
Quello delle riforme, ha spiegato il capo dello Stato, «è un impegno di cui il governo Renzi si è fatto iniziatore su mandato dello stesso parlamento» che si espresse «a schiacciante maggioranza».
«BICAMERALISMO PARITARIO ANOMALIA ITALIANA». Da superare c'è il bicameralismo paritario, «una anomalia tutta italiana, un' incongruenza costituzionale sempre più indifendibile e fonte di gravi distorsione del processo legislativo», nonostante sia stato «paradossalmente» trasformato nelle polemiche recenti in «un perno del sistema di garanzie costituzionali».
Napolitano ha continuato: «La riforma dell'assetto parlamentare non è meno importante delle riforme del mercato del lavoro e della spesa pubblica». Anche se «la priorità è l'imperativo categorico della crescita dell'occupazione, in particolare quella giovanile», perché la ripresa in Italia e in Europa «è tuttora incerta» ed è legata a «riforme strutturali»

«Drammatica situazione internazionale»

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Al centro delle preoccupazioni del presidente anche le faccende legate all'estero: «Il tessuto di relazioni internazionali, decisivo per garantire pace e sicurezza anche all'Italia, sta attraversando drammaticità che da tempo non conoscevamo», ha detto facendo riferimento alle principali crisi internazionali attuali, da quella di Gaza a quella ucraina, dall'Iraq alla Libia. Si tratta «di crisi e conflitti di estrema violenza. L'Italia e l'Europa sono esposte ai contraccolpi di queste tragedie».
«ITALIA PRONTA PER LA PESC». Anche in questo contesto, «l'Italia si considera in grado di concorrere su una sua personalità» alla figura di alto rappresentante per la politica estera europea (Pesc).
Ma il semestre alla guida dell'Ue è un impegno importante a prescindere dalla nomina o meno di Federica Mogherini: «Sono concentrato sull'oggi e ho innanzitutto ritenuto opportuno e necessario garantire la continuità ai vertici dello Stato nella fase così impegnativa del semestre italiano di presidenza europea».
«POSSIBILE RIFORMA DELLA GIUSTIZIA». Napolitano ha aperto anche a Silvio Berlusconi sulla riforma della giustizia «dopo il riconoscimento espresso nei giorni scorsi da interlocutori significativi per 'l'equilibrio e il rigore ammirevoli' che caratterizzano il silenzioso ruolo della grande maggioranza dei magistrati».
Infine il presidente ha avvisato i giornalisti presenti: «Non esercitatevi in premature e poco fondate ipotesi e previsioni» sulla tempistica delle mie dimissioni. «Io sono concentrato sull'oggi».

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